Torna “Punta e Cul”: la storica tradizione pasquale di Urbania

Punta e Cul a Urbania: tradizione pasquale con uova toste, sfide tra concorrenti e partecipazione di giovani, anziani e turisti.
Foto di Giovanni Contarelli

Uova toste, sfide tra concorrenti e partecipazione di grandi e piccoli

Ogni Pasqua e Lunedì dell’Angelo, la piazza centrale di Urbania e alcune pievi dei dintorni ospitano una delle tradizioni più caratteristiche del territorio: il gioco del Punta e Cul. Questa pratica affonda le radici nelle scampagnate contadine, quando gli abitanti si riunivano sull’aia per sfidarsi usando le uova durante le festività pasquali.

Il gioco era organizzato da due persone, che preparavano centinaia di uova toste, trasportate in canestri di vimini. I partecipanti, di solito tra 15 e 20, pagavano una quota d’iscrizione e si disponevano in cerchio, pronti a iniziare la competizione.

Le uova venivano disposte a terra in numero doppio rispetto ai concorrenti, seguendo un disegno a forma di “S”. Si procedeva quindi alla “conta” per stabilire chi avrebbe scelto per primo l’uovo, valutandone attentamente forma e consistenza. Gli altri concorrenti dovevano poi seguire lo stesso lato della fila indicato dal primo giocatore.

La gara si svolgeva in senso antiorario: vinceva chi riusciva a mantenere intatto il proprio uovo durante gli scontri con quello del vicino. Ogni uovo rotto veniva raccolto dal vincitore, che continuava fino a quando il suo uovo resisteva. Il gioco proseguiva così per due giri complessivi. In alcuni casi, quando i gruppi erano più piccoli, i giocatori si sfidavano “a cul”, usando la parte posteriore dell’uovo rimasta intatta dalle sfide precedenti.

In passato, la vittoria aveva anche un valore economico simbolico, legato all’importanza delle uova nella vita contadina. Oggi il Punta e Cul continua ad attirare giovani, anziani e turisti, preservando una tradizione che unisce memoria storica, divertimento e spirito comunitario.

Punta e Cul a Urbania: tradizione pasquale con uova toste, sfide tra concorrenti e partecipazione di giovani, anziani e turisti.
Giovanni Contarelli

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