di Fulvia De Santis
Continuano ad emergere criticità importanti. La denuncia aperta di Legambiente ‘Lu Cucale’
Proseguono tra luci e ombre le vicende legate al ponte ciclopedonale sul fiume Tronto, un’infrastruttura attesa da anni e considerata strategica per il collegamento tra San Benedetto del Tronto e Martinsicuro, già più volte descritta da Tvrs (LEGGI QUI).
Se da un lato si registrano segnali di avanzamento del progetto, dall’altro continuano a emergere criticità importanti. In particolare, restano vive le preoccupazioni legate alla vicinanza con la Riserva Naturale della Sentina, un’area di grande valore ambientale che impone attenzione e scelte equilibrate tra sviluppo e tutela.
Ma non è l’unico nodo. A sollevare nuove polemiche è anche lo stato reale dei lavori. Secondo quanto denunciato dal circolo Legambiente “Lu Cucale”, infatti, il cantiere sul lato marchigiano risulterebbe fermo da mesi e, a sei anni dalla presentazione del progetto, l’opera non sarebbe mai realmente partita.
Una situazione che stride con gli annunci e con le aspettative generate nel tempo, anche durante le campagne elettorali, in cui il ponte era stato indicato come intervento prioritario per il territorio.
Eppure l’infrastruttura rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo del cicloturismo lungo la costa adriatica. Un settore in forte crescita che vede le Marche tra le regioni protagoniste, grazie a percorsi che uniscono mare, natura e borghi storici. Un trend confermato anche dalla recente fiera nazionale del cicloturismo di Padova. In questo contesto, il sud delle Marche rischia però di restare indietro almeno per tutto il 2026, proprio a causa dei ritardi nella realizzazione del ponte sul Tronto.
Il cicloturismo, sempre più diffuso, rappresenta infatti una forma di turismo sostenibile capace di generare benefici economici, valorizzare il territorio e promuovere uno stile di vita sano. La mancata realizzazione dell’opera rischia quindi di penalizzare l’intero comprensorio piceno, escludendolo da importanti flussi turistici.
Per Legambiente i ritardi sono inaccettabili. L’associazione chiede una ripresa immediata dei lavori ed esorta i candidati sindaci a inserire il completamento del ponte tra le priorità delle future amministrazioni. Tra avanzamenti annunciati, criticità ambientali e cantieri fermi, il ponte ciclopedonale sul Tronto resta oggi un’opera simbolo delle difficoltà del territorio: strategica, attesa, ma ancora incompiuta.
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