PLAYOFF SERIE C – Il tecnico dopo la sconfitta: “Nella vita occorre essere elastici, l’adattamento salva l’umanità”
Sconfitta agrodolce per l’Ascoli che cade 2-1 nel catino di Catania. Fantasmi dietro l’angolo ma il gol di Oviszach a dieci minuti dal novantesimo porta i bianconeri alla finale contro il Brescia. “Sapevo sarebbe stata questo tipo di partita. So che ha una squadra di grande fisicità e l’avevamo preparata sotto questo punto di vista. Anomalo perché non siamo abituati a questa fisicità, avendo un DNA di palleggio e dominio. Ci sono delle partite in cui devi avere l’elasticità di adeguarti, non perdendo chi sei”.
“E da questo ecco che abbiamo preso il primo gol – continua Tomei – però la cosa che mi è piaciuta è che siamo riusciti a sporcarci le mani. Sapevamo di poter far male, infatti il primo tempo con D’uffizi, Alagna e Guiebre abbiamo sbattuto contro un grande Dini. Nella ripresa si è valutato altro, cioè più fisicità. Bravi, infine, a capitalizzare. Complimenti a noi e al Catania, un avversario forte ma nel computo dei 180 minuti i ragazzi hanno meritato questa finale“.
“Del Sole? Cerchiamo di recuperarlo però le valutazioni vanno fatte a 360° e un risultato come quello dell’andata abbiamo cercato di tutelare Silipo e Gori. Andava fatta così perché sapevo che durante la partita chi sarebbe entrato avrebbe messo nuova energia per reggere botta. Arbitro? Ha preso una direzione cioè quella di giocare “all’inglese”. Giusto, è naturale che noi la subiamo un po’ di più avendo meno fisicità. L’arbitro è stato perfetto, giusto e bravo nel gestire una partita dal pathos importante. Non ha condizionato nulla”.
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