Sanità di comunità, la Cisl Marche incalza la Regione: “Protocollo entro giugno”

di Gioele Pincini

Confronto tra istituzioni e sindacati

Un protocollo con la Giunta regionale entro giugno per rafforzare il confronto su sanità territoriale e servizi socio-sanitari. È la richiesta avanzata dalla Cisl Marche durante l’incontro sulla sanità di comunità ospitato all’auditorium Pertini di Fermo, alla presenza del presidente della Regione Francesco Acquaroli.

Per il segretario generale Marco Ferracuti, rafforzare la medicina territoriale significa ripensare il welfare in chiave più accessibile: «La salute ha bisogno di sociale», ha sottolineato, richiamando la necessità di ascolto, orientamento, accompagnamento e prevenzione.

Al centro del confronto il passaggio da una sanità basata su prestazioni episodiche a un sistema capace di prendere in carico la persona in modo continuativo. Il professor Francesco Enrichens, collaboratore di Agenas, ha illustrato contenuti e sostenibilità della riforma dell’assistenza territoriale.

Tra gli interventi anche quelli di Alessandro Contadini, Roberta Stopponi, Francesco Piergiovanni e Silvano Giangiacomi. Quest’ultimo ha richiamato il tema dell’invecchiamento della popolazione: «La casa è il primo luogo di cura. Investire nell’assistenza domiciliare è la scelta sostenibile da valorizzare».

Nella tavola rotonda sono intervenuti l’assessore regionale alla sanità e ai servizi sociali Paolo Calcinaro, il segretario regionale Fimmg Paolo Misericordia e il segretario generale nazionale Cisl Fp Roberto Chierchia.

Misericordia ha posto l’accento sul ruolo dei medici di famiglia: «Serve cambiamento, ma non lo stravolgimento del rapporto fiduciario tra medico e assistito». Calcinaro ha invece rivendicato il lavoro sulle Case di comunità, spiegando che la sfida è renderle operative con personale, strumenti e servizi adeguati, anche per alleggerire i pronto soccorso dai codici bianchi e verdi.

Chierchia ha ricordato la lezione del Covid: senza una rete territoriale forte non può reggere neppure l’ospedale. Per questo, ha detto, servono équipe multidisciplinari, valorizzazione dei professionisti e risorse nei contratti.

Ferracuti ha rilanciato la proposta della Cisl: «La qualità di un sistema sanitario non si misura solo dagli ospedali, ma dalla capacità di essere presenti accanto alle persone quando ne hanno bisogno». La sfida, ha aggiunto, è costruire una sanità predittiva, dinamica e radicata nel territorio, capace di intercettare i bisogni prima che le fragilità diventino emergenza.

In chiusura Acquaroli ha ringraziato la Cisl: «Il confronto è una ricchezza. Costruire la sanità del territorio non è una sfida di parte: tutti dobbiamo esserne protagonisti. Il nuovo Piano socio-sanitario regionale dovrà essere non un libro dei sogni, ma un libro di obiettivi».

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