Il confronto si è svolto al Casacon a Sirolo
Non è più solo una questione di attrattività. La tappa marchigiana del WIM Tour 2026 ha messo in evidenza un passaggio più profondo: oggi il tema non è soltanto ospitare eventi, ma costruire un sistema capace di trasformarli in una leva strutturata di sviluppo economico e territoriale.
Nella cornice di Casacon, a Sirolo, nel cuore della Riviera del Conero, professionisti della filiera, wedding planner, event designer, venue, hospitality e fornitori specializzati, si sono confrontati martedì 28 aprile con rappresentanti istituzionali e del sistema economico locale, dando vita a un dialogo che ha restituito con chiarezza il momento di evoluzione che il territorio sta attraversando.

Le Marche si confermano infatti come una delle aree a più alto potenziale per la Private Events Industry: un equilibrio distintivo tra paesaggio, capacità ricettiva diffusa, cultura imprenditoriale e qualità dell’accoglienza che rappresenta una base solida su cui costruire un posizionamento più definito nel mercato internazionale. A rendere particolarmente significativa la tappa di Sirolo è stata la presenza trasversale di rappresentanti istituzionali, territoriali e di categoria, tra cui Luca Giustizi per Federalberghi Marche, Massimo Polacco, Direttore di Confcommercio Marche, il Sindaco di Sirolo Filippo Moschella e il Consigliere della Regione Marche Marco Ausili.


Una partecipazione ampia e qualificata che testimonia un crescente riconoscimento della Private Events Industry come comparto economico strutturato e come leva strategica per lo sviluppo del territorio. In questo contesto, è emerso con chiarezza come la Regione Marche stia avviando percorsi concreti di supporto agli operatori, anche attraverso strumenti di comarketing che prenderanno forma nei prossimi mesi, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività della destinazione e sostenere in modo più sistemico la filiera.
“Le Marche – ha commentato Tommaso Corsini, fondatore di WIM – stanno entrando in una fase decisiva: il potenziale è evidente, ma il vero salto di qualità passa dalla capacità di trasformarlo in sistema. Questo significa mettere in relazione operatori, istituzioni e territorio, costruendo un linguaggio comune e strumenti condivisi. Solo così la Private Events Industry può diventare una leva strutturata di sviluppo e posizionarsi in modo competitivo nel mercato internazionale”.

Il confronto ha infatti evidenziato la necessità di lavorare su un piano di maggiore coesione tra gli operatori, condizione imprescindibile per trasformare un potenziale ancora in parte diffuso in un sistema riconoscibile, competitivo e capace di dialogare in modo efficace con il mercato internazionale.
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