Il ricordo della società e la testimonianza di Alessandro Malatesta
Un dolore profondo e difficile da contenere attraversa la Cluentina Calcio dopo la tragica scomparsa di Daniele Francalancia, giovane tesserato rimasto vittima del drammatico incidente avvenuto domenica mattina lungo la SS 77.
La società ha voluto esprimere il proprio cordoglio con una nota carica di commozione: “Di fronte a una simile tragedia le parole rischiano di essere vuote, ma il dolore che stiamo vivendo è autentico e lacerante. Daniele non era solo un atleta, era parte integrante della nostra famiglia”.
La Cluentina ha inoltre voluto stringersi attorno ai genitori del ragazzo, Alessia e Maurizio, assicurando loro piena vicinanza e disponibilità: “Non saranno soli. Il club è a disposizione per qualsiasi necessità, oggi e in futuro, per scelta di cuore e non per dovere formale”.
Il ricordo di Daniele resterà legato ai colori biancorossi e ai campi che ha vissuto con passione, lasciando un segno profondo in compagni, tecnici e tifosi.
Tra le testimonianze più sentite arriva anche quella dell’ex allenatore Alessandro Malatesta, che ha condiviso un ricordo personale del giovane calciatore, mettendo in luce il suo ruolo umano e sportivo all’interno dello spogliatoio.
“Daniele non era solo un giocatore. È stato il capitano della nostra Juniores. Un capitano che non aveva bisogno di molte parole, perché si faceva capire con l’esempio in campo, sempre generoso sia agonisticamente che umanamente”, racconta.
“Era un ragazzo taciturno ma presente, intelligente, bastavano due parole per capirsi. Un cuore grande: tutti gli volevano bene, perché era impossibile non volergliene. Il vuoto che lascia è indescrivibile”.
Malatesta sottolinea anche il legame rimasto nel tempo, nonostante percorsi sportivi diversi: “Ci siamo rivisti anche in occasioni conviviali. Quel legame non si era mai spezzato”.
Infine, un pensiero che racchiude tutto il dolore: “È importante condividere questo momento con i ragazzi che continueranno a portarlo nel cuore. È lì che Daniele ha lasciato il suo segno più grande, e lì resterà per sempre”.
La Cluentina, insieme a tutta la comunità sportiva locale, si prepara ora a ricordare Daniele nel modo più difficile ma più autentico: il silenzio del dolore e la forza del ricordo.
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