Un cittadino racconta la sua esperienza tra Chiaravalle e Falconara: attese di oltre due ore e sportelli in difficoltà
di Gianluca Fenucci
Una mezza odissea. E’ ciò che ha vissuto stamattina tra il cup dell’ospedale di Chiaravalle e quello di Falconara un uomo residente a Roma ma domiciliato da anni a Chiaravalle.
«Come ogni anno mi dovevo recare a confermare il medico – dice Glauco – perché sono residente a Roma, presso il cup all’ospedale di Chiaravalle. Di solito arrivo e riesco a risolvere la situazione in poco tempo a Chiaravalle ma ieri mattina mi sono recato lì ed ho scoperto che l’anagrafe il martedì non è disponibile. Gli sportelli erano aperti e alle ore 8.30 non c’era nessuno dentro. Mi hanno detto che a Chiaravalle il servizio è attivo solo il lunedì, il mercoledì e il sabato mattina e mi hanno detto dicono che se volevo potevo andare al cup di Falconara che era aperto».
Glauco, che era in ferie, decide di recarsi negli uffici falconaresi. «Sono arrivato a Falconara alle 8,45 e mi sono trovato di fronte al delirio. Ho preso il numero 95 – continua l’uomo di mezza età che abita a Chiaravalle – mentre stavano servendo il 70 e dopo 25 minuti erano arrivati solo al 75. E dire che ad attendere eravamo in tanti, tra cui molti anziani, tutti in piedi e accaldati visto che i posti a sedere erano pochissimi rispetto alla gente che stazionava in fila. C’erano diverse persone che dovevano sottoporsi a visite mediche specialistiche a cui non venivano dati neppure i numeri per l’appuntamento. Alla fine sono riuscito nell’intento di confermare il medico ma erano quasi le 11 per un’operazione che solitamente si sbriga in pochi minuti ieri io ho atteso oltre 2 ore, con il disagio anche di dovermi spostare da Chiaravalle a Falconara».
Sembra però, stando ad alcune persone che erano al cup falconarese che ciò che è accaduto sia una prassi consolidata e non un’eccezione. «Un signore che lavora in ufficio – conclude Glauco – mi ha confermato che in alcune giornate la situazione è anche peggiore e in molti perdono la pazienza e rinunciano dopo attese di alcune ore». Sembra che le problematiche derivino dal fatto che alcuni medici di base sono ormai giunti alla pensione e molti utenti si recano negli stessi giorni nell’ufficio preposto per cambiare medico o per vedersi confermato il precedente.
«Ho visto che la gente era abbastanza esasperata: non è questione di avere pazienza ma quando si avverte la netta sensazione di essere di fronte a disfunzioni diffuse e a problematiche affrontate con superficialità è anche giustificabile la protesta delle persone che si vedono ledere i loro diritti e vivono la situazione con disagio e difficoltà crescenti».
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