Dopo la perdita del marito, Irene affronta il dramma più grande: la morte del figlio maggiore. L’ultimo saluto sarà a Polverigi, nei luoghi del cuore della famiglia
di Gianluca Fenucci
Irene è distrutta dal dolore. Ha pianto tutte le lacrime che aveva ancora negli occhi e nel cuore la mamma di Davide Paglialunga, una donna che nel 2020 aveva già dovuto fare i conti con la scomparsa del marito Roberto, il padre di Davide e Matteo, l’altro figlio che tra poco compie 15 anni.
Ora Irene deve fronteggiare un’altra volta il più acuto dei dolori, il più profondo, il più inconsolabile, il più disperato: la morte del figlio maggiore, strappato alla vita in una sera calda di giugno da un destino crudele e ingiusto. Eppure Irene trova la forza per parlare “perché – dice con la voce rotta ma gentile – tutti devono sapere quanto era buono, disponibile, attento, empatico mio figlio”.
Il sindaco di Polverigi e presidente della provincia di Ancona, Daniele Carnevali, è al fianco della famiglia, lo fa con delicatezza e sensibilità, offre loro tutto il supporto di una comunità attonita, prostrata dalla disperazione, piegata da un altro dolore, dalla morte di un giovane figlio di Polverigi che avrebbe potuto essere il figlio di tutti i genitori del paese che si stringono tra loro in un abbraccio ideale. «Non sappiamo nulla perché l’autorità giudiziaria deve decidere in merito all’esame autoptico, se eseguire o no l’autopsia – dice la mamma di Davide – ma certamente il funerale di mio figlio lo celebreremo qui, a Polverigi, dove viviamo e dove ci vogliamo bene. La cerimonia la fisseremo nei prossimi giorni ma la celebreremo nel parco di Villa Nappi o allo stadio comunale, i luoghi del cuore».
Si era dello stadio Carotti di Jesi come luogo in cui celebrare il funerale, visto che Davide in questi anni indossava la gloriosa maglia della Jesina, ma l’ipotesi è subito tramontata, come ha confermato il presidente della società leoncella Giancarlo Chiariotti. Irene e Matteo sono profondamente legati alla comunità polverigiana e desiderano che Davide sia salutato per l’ultima volta a Polverigi. «Anche quando se ne andò Roberto – dice Irene – la comunità partecipò con tanto affetto alla cerimonia e a noi fece molto piacere».
La donna affida ad alcuni aggettivi significativi il ricordo del figlio scomparso. «Davide era solare, buono, empatico, disponibile: era un vero, giovane, uomo che la morte del padre aveva reso ancora più maturo e responsabile». Irene si stringe a Matteo, il figlio quasi 15enne che frequenta un istituto superiore ad Ancona, dove anche lei gestisce un centro estetico, e che ha subito un trauma grandissimo per la perdita del fratello maggiore. «Per Matteo, Davide era una sorta di idolo, un eroe – dice la mamma – stravedeva per lui. Ma Davide sapeva farsi voler bene da tutti, si faceva apprezzare in qualunque situazione e con chiunque. Quando è morto mio marito, mi sono ritrovata a fare un po’ il ruolo di entrambi i genitori ma Davide mi ha aiutato tantissimo, non faceva trapelare nulla del suo dolore. E poi aveva a cuore la famiglia: per aiutare a casa non giocava solo a calcio, la sua grande passione, ma lavorava con tanto impegno anche per essere maggiormente autonomo. Ora faceva il magazziniere all’interno del gruppo delle profumerie Galeazzi ad Ancona. Non solo Davide portava avanti con profitto anche gli studi: frequentava l’università di Urbino, la facoltà di scienze motorie: gli mancavano due esami e la tesi per laurearsi. Era un piccolo grande uomo, un ragazzo d’oro e, nel grande dolore che ci pervade e ci ferisce, mi fa molto piacere vedere che ha lasciato un segno bellissimo, un ricordo positivo su tantissima gente che ci manifesta tanta vicinanza e un grande affetto».
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