Il 16 maggio visita alla città di Cagli e incontri con studiosi d’eccezione
Rocche, torri, fortificazioni: sono alcune migliaia i castelli censiti in Italia, testimonianza di un lungo passato di storia e di guerre di potere. Ad occuparsi della loro conservazione e valorizzazione, è attivo dal 1964 l’Istituto Italiano dei Castelli, che il 16 maggio prossimo festeggia la sua 27/a giornata nazionale in 19 regioni italiane e nelle Marche a Cagli, con un fitto programma di visite e incontri aperti al pubblico.
In particolare sarà visibile il poderoso torrione fatto edificare da Federico da Montefeltro, come tutte le sue fortezze, a Francesco di Giorgio Martini (1481) di cui lo stesso architetto fornisce ampi dettagli nel suo “Trattato di architettura civile e militare”.
Collegato a monte a una rocca attraverso un camminamento tuttora accessibile denominato “soccorso coverto”, il complesso rappresentava un’inespugnabile macchina da guerra che solo Cesare Borgia con uno stratagemma riuscì a penetrare. Fatta in parte demolire per evitare altri attacchi e divenuta sede di un convento di cappuccini, viene ritratta in un quadro di Francesco Mingucci del 1626 che si riteneva inesatto.
Sarà lo storico Alberto Mazzacchera, che terrà una conferenza sulla fortezza a palazzo Mochi Zamperoli, a spiegare come una volta acquistati i ruderi del convento si sia scoperto che la riproduzione era in realtà corretta, avendo i frati interrato i muri della rocca che grazie a recenti restauri sono riemersi. Un intervento che dovrebbe portare al recupero totale del monumento una volta acquistato l’intero spazio dai cappuccini, come il Comune di Cagli ha intenzione di fare.
La ricercatrice dell’Università Politecnica delle Marche Chiara Mariotti, inoltre, presenterà una ricostruzione digitale a rilievo, realizzata grazie a documenti d’archivio, di tutto il complesso insediativo realizzato da Francesco di Giorgio Martini, restituendo al pubblico la visione originaria dell’intera costruzione.
Altre sorprese arriveranno poi dai trecenteschi affreschi di Mello da Gubbio nell’abside della chiesa di San Francesco, nascosti per secoli da una scialbatura effettuata nel 1579 e riscoperti nel 2005 grazie a Lorenza Mochi Onori, direttore dei beni culturali delle Marche ed attuale presidente dell’Istituto dei Castelli delle Marche.
E sarà proprio Mochi Onori, già sovrintendente speciale al polo museale di Napoli, a tenere nel pomeriggio a palazzo Tiranni di Cagli una conferenza intitolata “Giovanni Santi e Raffaello”, nel corso della quale esporrà una tesi innovativa, ma suffragata da 136 documenti inediti, sulla formazione del pittore urbinate, attribuendola non tanto al Perugino, come si è sempre creduto, ma al padre Giovanni Santi.
Nell’occasione la studiosa lancerà anche un progetto elaborato nel 2007 con la Provincia di Pesaro e Urbino, di riconoscere come sito Unesco le fortezze militari costruite da Francesco di Giorgio Martini (la rocca ubaldinesca di Sassocorvaro, la fortezza di Cagli, la rocca roveresca di Mondavio, il fortilizio di Sant’Agata Feltria, la rocca di Frontone, la fortezza di San Leo, la rocca malatestiana di Fossombrone e la fortezza malatestiana di Montecerignone) sul modello dei castelli francesi della Loira.
Il programma della giornata prevede anche una visita alla Cagli medievale e all’incantevole Teatro Comunale. L’appuntamento è alle 10 davanti al torrione.
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