Di Levrano condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie

Femminicidio Ana Cristina, oggi a Pesaro in Corte di Assise la sentenza

“Aspettiamo il deposito delle motivazioni, ma di certo presenteremo appello. Per noi le aggravanti non sussistono”, ha detto l’avvocato dell’imputato Salvatore Asole. Come richiesto dal pm Lilliu, la pena decisa è stata l’ergastolo, unito a tre mesi di isolamento diurno. Niente attenuanti, con la difesa che puntava su una pena giusta e secondo diritto, non esemplare per mandare un messaggio al popolo.

Ezio Di Levrano, reo confesso dell’omicidio della moglie Ana Cristina Duarte Correia, avvenuto nella notte tra il 6 e 7 settembre 2024 nella loro casa di Colli al Metauro davanti ai figli minorenni, è stato condannato all’ergastolo con le aggravanti della crudeltà, dei futili motivi, del rapporto di parentela e dell’aver agito a seguito di maltrattamenti continuati. L’imputato, presente in aula anche questa volta, non ha battuto ciglio alla pronuncia della sentenza. “Eravamo pronti e quindi Di Levrano non si è scomposto più di tanto”, ha chiuso il legale Asole.

Oggi al tribunale di Pesaro in Corte di Assise c’è stata la sentenza pronunciata dal giudice Mussoni, dopo quattro ore di Camera di Consiglio. Prima, le repliche, con il Pm che ha negato le attenuanti generiche e gli avvocati di parte civile che hanno citato le chat strazianti tra i figli minori dopo il fatto. “Siamo tristi perché ci sono tre famiglie distrutte e una comunità colpita. Speriamo che questa vicenda abbia insegnato qualcosa. Siamo soddisfatti che si sia onorata la memoria di una ragazza che ha sofferto ma soprattutto vorremmo che i figli potranno finalmente avere una vita normale”, le parole dell’avvocato di parte civile Francesca Conte. La collega Remata Bueno ha aggiunto: “In Italia abbiamo oltre 150mila brasiliani e si sentivano tutti molto coinvolti. Ora hanno avuto giustizia”. Ottenuti anche i 100mila euro di provvisionale per ciascuno dei tre figli della coppia. “Bene così, anche per la pena dell’ergastolo inflitta al marito”, ha chiuso l’avvocato Cristina Perozzi.

Camilla Cataldo
Author: Camilla Cataldo

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