Un compleanno speciale per il cittadino matelicese, la cui vita è segnata da una profonda eredità di storia e memoria
Ha raggiunto il traguardo dei 100 anni Giambattista Boldrini, matelicese che nella sua giovinezza fu deportato in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale. Catturato nel 1944 durante i rastrellamenti tedeschi a Matelica, Boldrini venne deportato in Germania, dove fu costretto a lavorare per l’industria militare nazista. In quel contesto drammatico assistette alla morte per stenti di alcuni compagni di prigionia. La liberazione arrivò con l’arrivo delle truppe americane, che gli permisero successivamente di rientrare in Italia.
Nel corso della sua vita, Boldrini ha mantenuto viva la propria esperienza attraverso incontri e testimonianze rivolte soprattutto ai giovani, con l’obiettivo di trasmettere la memoria degli orrori della guerra e il valore della pace. Un impegno costante che lo ha reso l’ultimo testimone matelicese degli eventi legati alle deportazioni.
In occasione del suo centesimo compleanno, Boldrini ha voluto rivolgere un messaggio alla comunità: “Miei concittadini matelicesi cerchiamo sempre il bene di tutti. Non approfittiamoci delle nostre posizioni: siamo sinceri, puliti e ammirevoli perché Dio ci vede in ogni momento della vita”. Parole semplici ma profonde, che sintetizzano un’intera esistenza segnata dalla sofferenza, dalla resilienza e da un forte senso etico.
Durante i festeggiamenti è intervenuto anche il sindaco di Matelica, Denis Cingolani: “La nostra comunità di Matelica si stringe in un abbraccio straordinario intorno a un traguardo immenso. Festeggiamo i 100 anni del nostro amato concittadino Giambattista Boldrini, un traguardo che non è solo una festa anagrafica, ma un pezzo di storia vivente che cammina insieme a noi. Cento anni di vita sono un patrimonio di saggezza, ma nel suo caso sono anche la testimonianza di una forza d’animo fuori dal comune. Tra le pagine della sua lunga esistenza resta indelebile il capitolo doloroso e drammatico della deportazione in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale. Un’esperienza di sofferenza e privazione che ha segnato la sua giovinezza, ma che non è riuscita a spezzare la sua dignità e il suo attaccamento alla vita. La sua sopravvivenza e il suo ritorno a Matelica hanno rappresentato la vittoria della resilienza sulla barbarie. Per tutti noi, e in particolare per le giovani generazioni, la sua vita è un monito vivente sul valore della libertà, dell’anti nazifascismo, della pace e della democrazia. Custodire la sua memoria è un dovere morale per la nostra città. A nome di tutta l’Amministrazione Comunale e dell’intera cittadinanza di Matelica, esprimo la più profonda gratitudine e ammirazione al nostro caro Giambattista. Buon centesimo compleanno! Grazie per l’esempio che, con silenziosa e fiera dignità, continui a donare alla nostra comunità con la tua testimonianza”.


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