Civitanovese, Mercanti e i retroscena dell’esonero: “Nel momento del bisogno ho ricevuto solo una pugnalata alle spalle”

Andrea Mercanti

ECCELLENZA – Le dichiarazioni dell’ex tecnico rossoblù 

Il campionato di Eccellenza si è ormai concluso, ma per la Civitanovese il finale è stato tutt’altro che positivo, con la retrocessione in Promozione. Andrea Mercanti, che aveva guidato i rossoblu a inizio stagione, ha voluto dire la sua sulla stagione appena terminata con uno sfogo sincero.

L’ex tecnico rossoblu ha aperto con una riflessione sul calcio moderno: “Stiamo vivendo un momento dove passione, meritocrazia, capacità, professionalità sono spesso messe in secondo piano da situazioni che hanno sempre meno a che fare con la vera passione e amore per questo sport.” A questo ha aggiunto: “Nel cambiamento necessario e obbligato la vera rivoluzione si fa solo affidando il calcio a persone che lo vivono con Passione e Sentimento”.

Mercanti ha poi spiegato le motivazioni del suo impegno alla Civitanovese in un contesto complesso: “Io ho messo tutto me stesso (forse di più) nel portare la Civitanovese più in alto possibile partendo tra notevoli difficoltà.” Tra le criticità iniziali, come sottolinea Mercanti, anche problemi organizzativi e di staff, facendo riferimento al fatto che qualcuno si fosse ritirato il giorno prima d’iniziare e non ci fosse un massaggiatore. “Siamo riusciti con il lavoro e l’amore per questi colori e  con il supporto di diverse  persone che ci sono state vicino e che ringrazierò sempre – sottolinea Mercanti. – Ex allenatori rossoblù come Lallo Giulietti, Osvaldo Jaconi, Marco Bozzi, Pierluigi Gambogi, Carlo Ripari e molti altri ex calciatori rossoblù come Sergio Sopranzi, Renzo Morreale, Riccardo Giacchetti ma anche sportivi stimati e di cultura come Tibaldo Giorgio ex pilota ora istruttore Ferrari e figlio dell’ex calciatore rossoblù Tibaldo che con le loro visite durante gli allenamenti, raccontavano ai ragazzi più giovani le loro esperienze sportive vissute. Inizialmente, la cosa più difficile era creare un gruppo unito e coeso partendo da più di 30 ragazzi nuovi, e per lo più giovani: non era affatto semplice e scontato”.

Il tecnico ha ricordato un avvio incoraggiante, a partire dallo 0-0 contro il K-Sport, seguito però da partite segnate anche da episodi contestati e confronti interni sulla gestione tecnica. Dopo le gare con Fermana e Matelica, Mercanti riferisce di alcune tensioni legate alle scelte di formazione e all’utilizzo dei giocatori da parte di  qualcuno dello staff dirigenziale. “Piccoli screzi”, come li definisce Mercanti, che sono proseguiti anche al termine del pareggio contro il Tolentino. “Il giorno dopo la gara di Tolentino ho una discussione accesa con il presidente, qui forse sbagliando io per i modi e i tempi, in cui ribadivo il mio modo onesto e leale  di gestire determinate situazioni tra cui l’impiego o meno di determinati giocatori che erano sempre molto spinti e sostenuti da qualche suo amico procuratore straniero”. Segue la vittoria in Coppa Italia contro il Chiesanuova (2-0), giudicata positivamente anche per lo spazio concesso ai giovani.

Poi il riferimento ad una gara chiave del campionato, quella contro l’Urbania. “I molti che erano a vederla, che  dopo il mio esonero non sono più entrati  allo stadio,  ancora oggi mi ricordano di come avevamo giocato benissimo creando un’infinità di occasioni e divertendosi nel vedere giocare i nostri ragazzi”.

Dopo quella partita, l’ex tecnico rossoblù racconta l’evoluzione rapida della situazione fino all’esonero: “Il lunedì vengo avvisato dal Direttore che purtroppo i risultati erano quelli che contavano e che mi veniva concessa la gara di Montefano come ultima occasione, alla sesta di campionato. Io gli ribadisco che se non avessimo vinto a Montefano mi sarei dimesso io. Il giorno dopo, invece, poco prima dell’allenamento delle 14.00 vengo avvisato, sempre dal Direttore, che purtroppo per i risultati a malincuore venivo esonerato. Nel momento in cui avevo soltanto bisogno di una pacca sulle spalle ho ricevuto solo una pugnalata alle spalle”.

In chiusura, Mercanti aggiunge: “Il prezzo che ho pagato per tutto questo è stato molto deprimente per me e da buon Civitanovese innamorato e attaccato a questi colori spero servi definitivamente per far capire veramente la giusta strada da percorrere, premiando i meriti, le competenze e la vera passione e non i profitti che forse ci hanno portato ad entrambe le retrocessioni. La scelta attuale della nuova proprietà di affidare la parte sportiva ad una persona seria, onesta e professionale come Mauro Chiodini penso sia la scelta migliore che in questo particolare momento si potesse fare”.

Angelica Mancini
Author: Angelica Mancini

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