Ancona tra playoff e graduatoria ripescaggi: almeno due-tre squadre dalla C devono perire

Intanto tre punti con il Notaresco per rimanere seconda, poi…

Servono tre punti domenica al Del Conero col Notaresco per rimanere secondi. Il pareggio non basterebbe all’Ancona se solo il Teramo – in vantaggio negli scontri diretti – violasse il campo dell’Atletico Ascoli raggiungendo i dorici. L’eventuale intreccio a quota 76 premierebbe i diavoli, con gli uomini di Maurizi terzi.

Il campionato è andato – nell’ultimo turno ha festeggiato l’Ostiamare -, i playoff potrebbero non servire a nulla ma mai dire mai. Arrivando seconda l’Ancona si garantirebbe due gare in casa, con la possibilità di essere premiata anche in caso di pareggio. Chi trionfa agli spareggi entra in lista di ripescaggio per la Serie C 2026-27, meccanismo che si aziona nel caso in cui si creassero buchi nell’organico di Lega Pro.

Priorità, come sempre, alle seconde squadre di Serie A, poi ecco l’alternanza tra retrocesse dalla C e vincitrici dei playoff di D: l’anno prossimo le retrocesse avranno la precedenza. Questo significa che, per sognare un eventuale ripescaggio in C, l’Ancona dovrebbe vincere i playoff, sperare di essere la più quotata delle colleghe della D, e pregare che la Covisoc bocci l’iscrizione in C di almeno due-tre squadre. Ah, servirebbe pure un contributo a fondo perduto di 300mila euro, assegno da presentare al momento del deposito della domanda di ripescaggio. Insomma, obbligatorie tante condizioni specifiche e pure tanta volontà. Ma prima passa tutto per società – da ampliare – e squadra: playoff da vincere.

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