Mercoledì 29 aprile, presso l’Open Space 2026 a Roma, si terrà un evento dedicato al ritrovamento dei resti dell”opera
L’incontro, intitolato “Dalla basilica di Vitruvio alle sfide del digitale”, inizierà alle 18.30 e vedrà la partecipazione di esperti del settore.
Marco Vitruvio Pollione, nel suo trattato ‘De Architectura’, descrive la basilica come un’opera di grande dignità e bellezza, ma per secoli la sua esatta ubicazione è rimasta un mistero. Grazie a 30 anni di ricerche condotte da Paolo Clini, docente dell’Università Politecnica delle Marche e co-fondatore del Centro Studi Vitruviani, sono stati finalmente individuati i resti dell’edificio, destinato all’amministrazione della giustizia nel I secolo d.C.
L’evento offrirà una prospettiva innovativa, combinando approcci umanistici e tecnologie digitali, con l’obiettivo di rendere il patrimonio culturale più accessibile e comprensibile. Clini sottolinea come l’intelligenza artificiale possa analizzare grandi quantità di dati e creare strumenti di mediazione culturale, democratizzando così l’accesso alla conoscenza del patrimonio storico-artistico
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