Il confronto si accende sulla riqualificazione tra critiche e replica dell’amministrazione
A Jesi continua il dibattito sul progetto di riqualificazione di Viale della Vittoria. A riaccendere il confronto è stato l’imprenditore Pierluigi Bocchini, CEO di Clabo, che con un’affissione di manifesti ha contestato il progetto di trasformazione del Viale, giudicato poco adatto alle caratteristiche della città, richiamando temi come viabilità, parcheggi, sicurezza urbana e manutenzione degli spazi pubblici.
“Questo è l’ennesimo progetto sbagliato di questa amministrazione – dichiara Bocchini – vogliono trasformare mezza città in area ciclopedonale, dopo averla già riempita di ciclabili vuote. Perché Jesi, con i suoi dislivelli e il suo clima, non è una città da biciclette. È una città da automobili e semmai trasporto pubblico come quasi tutte le città italiane di quella dimensione, e fingere il contrario non è una visione: è ideologia. Nel frattempo, l’ospedale è senza parcheggi. Il principale viale di scorrimento della città verrà bloccato nella sua parte centrale per diventare un boulevard, senza che nessuno abbia ancora spiegato dove andrà a finire il traffico di attraversamento”.
La replica della maggioranza (Partito Democratico, Jesi in Comune e Con Senso Civico) non si è fatta attendere. In una nota congiunta, le forze di governo cittadino scrivono: “Apprendiamo dalla stampa che alcuni settori dell’opposizione invocano ‘più coraggio’ sul progetto di riqualificazione del Viale della Vittoria. Una posizione curiosa”.
“I recenti interventi di ripristino dell’asfalto sul Viale — continuano — erano finalizzati a garantire sicurezza stradale […] La ragione è strutturale: avvallamenti e crepe dipendono dallo stato dei sottoservizi e degli strati profondi della carreggiata. È per questo che il masterplan prevede un’opera organica, intervenendo anche sui sottoservizi e superando definitivamente la logica dei rattoppi, per restituire al Viale una pavimentazione stabile e duratura”.
La maggioranza replica anche alle critiche sui costi: “In queste ore leggiamo inoltre critiche rispetto all’investimento previsto, pari a circa due milioni di euro, mentre contemporaneamente si invoca la necessità di ‘fare le cose per bene’. Una contraddizione piuttosto evidente”.
Infine, un passaggio dedicato ai manifesti comparsi in città: “I manifesti dai toni allarmistici vanno nella direzione della strumentalizzazione politica e del posizionamento personale, più che di un confronto serio e approfondito nel merito delle scelte urbanistiche”.
L’obiettivo dichiarato dalla maggioranza resta quello di costruire “una città più ordinata, più sicura, più moderna e più accessibile. Una città che sappia evolversi quando il cambiamento è necessario e quando viene costruito dentro una prospettiva autenticamente pubblica e condivisa”.
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