Mondo del volley in lutto, è morto Daniel Castellani

Fu grande schiacciatore di Falconara in A poi ottimo allenatore

di Gianluca Fenucci

Daniel Castellani era un fenomeno dal posto 4 ma questa stavolta non è riuscito a schiacciarlo quel male malvagio che la portato via a 65 anni. Castellani è stato prima un grande schiacciatore che ha giocato anche con la celebre e vincente Kutiba Falconara nel campionato di serie A di pallavolo 1985-86 e poi un ottimo allenatore di varie squadre, tra cui le Nazionali argentina e polacca. Nato a Buenos Aires, Castellani ha lasciato un segno rilevante a Falconara, dove lo portò Tarcisio Pacetti, talent scout e protagonista dell’ascesa del volley falconarese.

“Per il mondo della pallavolo è venuto a mancare uno dei più grandi giocatori argentini di tutti i tempi e un allenatore che ha saputo conquistare il rispetto internazionale. Per me – dice Pacetti – se n’è andato soprattutto un amico. Conobbi Daniel nel 1982, durante i Campionati Mondiali di pallavolo disputati a Buenos Aires. Era il capitano della Nazionale argentina, già considerato uno dei migliori schiacciatori del mondo. Rimasi impressionato non solo dalle sue qualità tecniche, ma anche dalla sua personalità: un leader naturale, serio, intelligente e sempre disponibile. Negli anni successivi non persi mai i contatti. Quando si presentò l’occasione di costruire una grande Kutiba ISEA Falconara, pensai subito a lui. Daniel giocava allora nella Pallavolo Chieti. La trattativa non fu semplice, ma trovai una preziosa alleata in Silvina, la sua compagna, che desiderava vivere vicino al mare. Falconara rappresentava per loro una scelta di vita oltre che sportiva. Così Daniel accettò di indossare la maglia della Kutiba ISEA Falconara. Fu una scelta che cambiò la storia della nostra società”.

A Falconara in tanti lo ricordano con affetto. “Con lui arrivò un campione di livello mondiale ma soprattutto un uomo capace di trasmettere professionalità, entusiasmo e mentalità vincente. In quegli anni Falconara raggiunse risultati straordinari, conquistando la Coppa CEV e diventando una delle protagoniste della serie A italiana. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo sa che Daniel non era soltanto un atleta eccezionale: era una persona leale, corretta, rispettosa, capace di creare rapporti umani profondi con dirigenti, compagni e tifosi”.

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