Polci adesso rischia di rimanere col cerino in mano, senza risorse adeguate per un campionato di vertice in Serie D, come la piazza pretende.
L’Ancona continua a brancolare nel buio tra trattative di nuovi ingressi in società che puntualmente decadono e la progettazione della nuova stagione che inevitabilmente non decolla. Dopo Manolo Bucci anche Luciano Campitelli ha rinunciato al progetto prospettato dal presidente Polci che adesso rischia di rimanere col cerino in mano, senza risorse adeguate per un campionato di vertice in Serie D, come la piazza pretende.
La città è preoccupata per lo stallo dirigenziale e durissimo è arrivato il comunicato da parte del Comitato dei Marchi, avallato dagli ultras, che intima allo stesso numero uno e al suo fido consigliere Manciola di lasciare il club, pena il ritiro dello stemma e del logo di proprietà dello stesso Comitato. “Come Comitato di garanzia dei marchi – si legge nella nota – siamo a richiedere al Sig. Polci, data la sua ormai innata inadeguatezza di gestire la Nostra Gloriosa società, di consegnare le sue quote societarie al gruppo di imprenditori che attualmente detiene la minoranza del 25% e lasciare per sempre la nostra città. Le ricordiamo che come comitato possiamo, e lo faremo fin da subito, togliere l’usofrutto del Cavaliere Armato e del simbolo USA da qualsiasi cosa/oggetto riconducibili alla matricola SSC Ancon,a qualora persista la sua presenza a capo della società stessa. Per Ancona e i suoi tifosi lei e il consigliere sig. Manciola non sarete mai i rappresentanti dei nostri gloriosi Marchi”. In casa biancorosssa si addensano dunque nuvole minacciose.
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