Vittima dell’esplosione in via Trentino a Porto Sant’Elpidio, funerale toccante
Il dolore non si è affievolito, nemmeno dopo giorni. È una ferita ancora aperta quella lasciata dall’esplosione di via Trentino, la tragedia che sabato 6 giugno ha strappato alla vita tre persone e sconvolto un’intera comunità. Oggi, nella chiesa di San Pio X, Porto Sant’Elpidio si è fermata per dare l’ultimo saluto a Giuseppe Pieroni, l’informatico di 47 anni, prima vittima ritrovata sotto le macerie della palazzina distrutta dalla violenta deflagrazione.
La chiesa è piena, familiari, autorità, gli amici dello Skatenaty mountain bikers P.S.E. e del Bici Club Sibillini di Amandola e tantissimi cittadini che hanno voluto esprimere vicinanza alla famiglia in questo momento difficile. Davanti al feretro una corona di fiori con scritto “Giuseppe maghetto del computer” da parte dei colleghi, seduta al primo banco la mamma Vittoria mentre il padre Savino è ancora ricoverato all’ospedale di Torrette, dove sta ricevendo cure per le ferite riportate dopo l’esplosione.


“Come ho detto ai funerali di Ettorina e Romano, non esistono parole che possano colmare il vuoto di questa tragedia” – ha detto il sindaco Massimiliano Ciarpella – “Giuseppe era giovane, solare, un professionista valido e apprezzato. Uno sportivo che amava la bici. Mi hanno colpito i tanti messaggi affettuosi che ho ascoltato su di lui. Parole che descrivono una persona per bene, gentile, che non amava i protagonismi ma come ogni buon ciclista sa stare in gruppo, farsi apprezzare con il sorriso per la sua semplicità e generosità. Questa comunità non ti dimenticherà”.
Verso l’uscita dalla chiesa, ad accompagnare il feretro un amico di Giuseppe porta a mano la sua bici, un ultimo giro di ruota poi un toccante applauso. Con le esequie di Giuseppe Pieroni si completa il doloroso percorso dell’ultimo saluto alle vittime di una tragedia che continua a interrogare e a far soffrire una città intera. Mentre le indagini sono ancora in corso per chiarire le cause dell’esplosione, resta il vuoto lasciato da tre vite spezzate e il ricordo di una mattina che Porto Sant’Elpidio difficilmente potrà dimenticare.

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