ECCELLENZA – L’Osimana pareggia in nove uomini ma l’Urbino a quota 39 è comunque salvo. Entrambe in lotta per i playoff
Un pareggio che vale come una vittoria, forse anche di più. L’Osimana strappa un risultato pesantissimo a due minuti dal termine, nonostante la doppia inferiorità numerica, al termine di una gara intensa, complicata e ricca di episodi. Claudio Labriola non nasconde l’orgoglio per una squadra che ha saputo andare oltre ogni difficoltà.
“È stata una partita difficile contro una squadra forte, di gamba, che veniva da quattro vittorie consecutive, molto ben allenata “, esordisce il tecnico. “Anche noi però arrivavamo da un buon momento e lo abbiamo dimostrato”. Il primo tempo è stato condizionato da episodi: “L’equilibrio si è spezzato con il loro gol, su un campo dove bisogna adattarsi. Poi ci sono state scelte arbitrali che ci hanno penalizzato molto e che hanno inciso sull’andamento della gara”. Ma è nella reazione che si legge il valore dell’Osimana: “Io conosco bene questo gruppo e sono orgoglioso di allenarlo. Tutta la piazza deve essere orgogliosa di questo gruppo, perché i ragazzi buttano sempre il cuore oltre l’ostacolo”.
La partita si è complicata ulteriormente con la doppia inferiorità numerica, ma la squadra non ha mai mollato: “Siamo rimasti in nove, ma i ragazzi non hanno ceduto di un centimetro. Hanno fatto un secondo tempo magnifico, grandioso. Abbiamo creato anche un paio di palle gol importanti e il pareggio, per quello che si è visto nella ripresa, è strameritato”. Labriola esalta anche il contributo di chi è entrato: “Devo fare i complimenti a tutti, anche ai subentrati come Buonaventura, Mancini, Severini e ai ragazzi più giovani. Eravamo in nove, ma non si è visto in campo”. Il momento della squadra è estremamente positivo: “Siamo al settimo risultato utile consecutivo. Ora staccheremo la spina, anche perché al rientro saremo falcidiati tra espulsioni e infortuni“.
Nonostante le difficoltà, l’ambizione resta intatta: “Con questa squadra ce la giochiamo fino alla fine. Nelle ultime partite proveremo a colmare il gap con chi ci sta davanti e a giocarci qualcosa di importante”. La chiusura è un atto d’amore verso il gruppo: “È una grande soddisfazione per tutti, società, tifosi e ambiente. Ma io devo dire ancora grazie a questo gruppo magnifico di ragazzi”. Una prova di carattere, identità e spirito. L’Osimana non solo resiste, ma rilancia: e questo pareggio, per come è arrivato, può davvero pesare come una vittoria nel momento decisivo della stagione.
L’Urbino allunga a otto la striscia di risultati utili consecutivi, ma vede interrompersi la serie di vittorie. Un pareggio che conferma il momento positivo, ma che lascia anche un pizzico di rammarico per una gara che, per come si era sviluppata, poteva avere un epilogo diverso. Mister Nico Mariani analizza con lucidità e onestà la prestazione dei suoi. “È stata una partita difficile, sapevamo la forza dell’Osimana”, esordisce il tecnico. “Faccio i complimenti al mister e alla squadra, perché è un allenatore preparatissimo e vediamo il calcio in maniera molto simile”. Il match si è giocato su equilibri sottili, anche condizionati dal terreno e dagli episodi: “Il campo era difficile, era una partita che chi la sbloccava poteva portarla a casa. Poi tra episodi ed espulsioni siamo arrivati anche a giocare in undici contro nove, ma in queste situazioni basta una palla dentro per cambiare tutto“.
E proprio sugli episodi nasce il rammarico: “Potevamo chiuderla prima e non l’abbiamo fatto. Poi abbiamo preso gol su una palla inattiva, su un rimpallo. Bravo il giocatore dell’Osimana a crederci, ma resta il dispiacere perché avevamo assaporato la vittoria”. Nonostante questo, Mariani guarda il percorso con grande soddisfazione: “Faccio i complimenti ai ragazzi per quello che stanno facendo. Dal 25 gennaio abbiamo fatto un mese incredibile. È l’ennesimo risultato utile e con una squadra giovanissima non è scontato”. Il tecnico sottolinea la crescita mentale del gruppo: “Dopo il 6-0 col Montecchio sarebbe stata una batosta difficile da assorbire per tanti, soprattutto per i giovani. Invece i ragazzi sono stati bravissimi a reagire e oggi siamo qui a parlare di tutt’altro”.
C’è però anche un messaggio chiaro: “Se non chiudi le partite, poi rischi. Evidentemente non siamo ancora maturi per portare a casa certe gare, ma ci lavoreremo”. Ora la pausa servirà per ricaricare le energie: “Dobbiamo buttare via un po’ di delusione e ripartire. Ci aspettano tre partite e lì si decide tutto”.
Un traguardo, però, è già stato raggiunto: “L’obiettivo era fare 39 punti per la salvezza e lo abbiamo centrato con tre giornate d’anticipo. È qualcosa di incredibile“. La chiusura è un ringraziamento corale: “Un plauso alla società che mi ha sempre dato fiducia, anche nei momenti difficili, ai tifosi che ci hanno sempre sostenuto e a tutte le persone che lavorano dietro questa squadra”. Un Urbino giovane, resiliente e in crescita. La salvezza è in tasca, ora resta l’ultimo passo: trasformare la maturità acquisita in risultati decisivi nel finale di stagione.
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