di Gianluca Fenucci
Ambientato nel manicomio di Ancona tra il 1939 e il 1943, lo spettacolo racconta una storia locale dal forte valore umano e universale
Con “La Magnolia e il Giardiniere”, il Teatro del Sorriso vuole portare in scena una storia profondamente legata ad Ancona ma capace di parlare a tutti. La nuova commedia che viene rappresentata sabato 13 giugno alle 21 al teatro comunale Giacconi di Chiaravalle è ambientata nel manicomio di Ancona durante gli anni 1939-1943.
«L’obiettivo è offrire al pubblico uno spettacolo intenso, coinvolgente e autenticamente teatrale – si legge nelle note di regia – che faccia emozionare e riflettere senza mai trasformarsi in una semplice lezione di storia. Ci piacerebbe che gli spettatori uscissero dal teatro con la sensazione di aver attraversato davvero quel luogo e quel tempo, portandosi dietro non solo il ricordo dei fatti raccontati, ma soprattutto dei volti, delle relazioni e delle domande umane che lo spettacolo mette in scena».
La vicenda attraversa un arco temporale che va dal 1939 ai tragici bombardamenti del 1943, che distrussero gran parte della struttura provocando decine di vittime tra ricoverati e personale.
Attraverso personaggi profondamente umani — medici, infermieri, suore, pazienti e militari — lo spettacolo racconta non soltanto una pagina poco conosciuta della storia di Ancona, ma anche il tentativo disperato di restare umani mentre il mondo intorno crolla. Al centro della storia c’è il direttore, Giovanni Terzani, figura di fantasia ma ispirata a fatti e cose realmente accaduti, un medico idealista chiamato per caso a sostituire il precedente Primario, allontanato in quanto appartenente alla razza ebraica. Terzani è deciso a introdurre metodi più umani in una struttura segnata dalla paura, dalla repressione e dal peso del regime fascista.
Attorno a lui si intrecciano le vicende degli infermieri Niccolini, Paolo ed Eleonora, dei ricoverati Miglio e Nina, e soprattutto del tenente Enrico Montironi, figura tragica e centrale dello spettacolo, alla ricerca del padre di cui da anni non ha più notizie. Mentre il cielo sopra Ancona si riempie degli aerei alleati e la città viene devastata dalle bombe del 1943, il manicomio stesso diventa simbolo di un mondo che crolla: un luogo nato per custodire la fragilità umana e travolto invece dalla follia della guerra.
Il tenente Enrico Montironi rappresenta uno dei nuclei più forti dello spettacolo. La sua vicenda, ispirata alle ombre e alle contraddizioni del periodo fascista, introduce il tema della verità nascosta e della memoria cancellata. Attraverso la storia di suo padre emerge una domanda centrale: quante persone, in quegli anni, sono state ridotte al silenzio senza che nessuno trovasse il coraggio di opporsi? I temi dello spettacolo sono il rapporto tra normalità e follia, la violenza del potere durante il fascismo, la rimozione della memoria storica, la guerra vista da chi non combatte al fronte ma ne subisce le conseguenze, il ruolo della cura e dell’ascolto, la responsabilità individuale di fronte all’ingiustizia, la speranza come forma di resistenza umana. La commedia è stata scritta da Giampiero Piantadosi.
Lo spettacolo al teatro Giacconi è già sold out.

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