La Polisportiva ribadisce che la tutela contro ogni forma di discriminazione è un principio sacrosanto, ma sottolinea che non può trasformarsi in una copertura per eventuali comportamenti provocatori o derisori da parte della squadra ospite.
Un provvedimento emesso dal Giudice Sportivo in settimana nei confronti della Polisportiva Forcese, squadra che milita nel girone G di terza categoria, ha sollevato un acceso dibattito e la società Forcese non ci sta. La decisione riguarda un episodio durante la partita disputata sabato 9 maggio contro la Pro Calcio, persa per 2-3 in favore degli avversari. Il provvedimento infligge una maxi squalifica di 10 giornate al capitano della polisportiva Forcese per presunte espressioni verbali contenenti frasi razziste.
La polisportiva Forcese ha pubblicato un comunicato in settimana in cui respinge con fermezza ogni forma di razzismo, discriminazione o comportamento contrario ai valori dello sport. Riportiamo alcuni frammenti salienti del comunicato. “Tali atteggiamenti non appartengono alla storia, alla cultura e ai principi della nostra società, da sempre improntata al rispetto, alla correttezza e alla lealtà sportiva”, si legge nel comunicato.
La Polisportiva Forcese ribadisce che la tutela contro ogni forma di discriminazione è un principio sacrosanto, ma sottolinea che non può trasformarsi in una copertura per eventuali comportamenti provocatori o derisori da parte della squadra ospite. Ogni condotta deve essere valutata con equilibrio, tenendo conto del contesto complessivo dei fatti.
Nonostante sia una squadra agonisticamente intensa e vigorosa sul campo, la Forcese ha sempre mantenuto un comportamento rispettoso nei confronti di avversari, arbitri e istituzioni sportive. Proprio per questo motivo, la società auspica che la vicenda possa essere riesaminata con la dovuta attenzione, considerando il reale svolgimento dei fatti.
La Polisportiva Forcese si riserva ogni opportuna valutazione nelle sedi competenti, nel pieno rispetto degli organi federali, al fine di tutelare l’onorabilità del proprio capitano, dei propri tesserati e dell’intera società. Qualora la società non dovesse essere ascoltata o non dovessero emergere risposte adeguate rispetto alla gravità del provvedimento e al danno d’immagine subito, la Polisportiva Forcese si riserva di assumere iniziative simboliche e pubblicamente riconoscibili, sempre nel pieno rispetto delle regole sportive, delle norme federali e dell’ordine pubblico.
Ieri, in campo contro il Carassai, la squadra è scesa simbolicamente in campo, ma ha subito una sconfitta per 63-0 come gesto di protesta e soprattutto solidale nello confronti del proprio capitano. Il presidente Fabio Flamini ha dichiarato: “Ho ricevuto vicinanza anche da molte squadre, soprattutto delle nostre zone interne, dove già è difficile mantenere società sportive sia a livello economico che di risorse umane. Non vogliamo disparità nei comportamenti. Se poi siamo in terza o in Serie A, non cambia nulla, perché ognuno fa sacrifici per quello che può permettersi di gestire e di avere.” Inoltre aggiunge “Soprattutto, ci tengo a precisare e specificare che era un gesto solidale nei confronti del nostro capitano, Squalifica ingiusta che fa passare da razzisti una realtà come FORCE che tutto è tranne che razzista”. Le parole del presidente vengono poi ribadite non solo ai nostri microfoni ma anche da un comunicato diramato post partita contro il Carassai in cui non si chiedono privilegi ma rispetto.
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