URBANIA – Venerdì l’inaugurazione
La comunità dell’antica Casteldurante potrà finalmente riabbracciare Santa Chiara, una delle chiese più belle e amate dai cittadini. Quella di Santa Chiara, chiusa da decenni e di proprietà del FEC – Fondo Edifici di Culto, è una delle più antiche della città, consacrata nel 1339, attigua al monastero delle Clarisse con la quale condivide una lunga e importante storia che racconta il passato di Urbania e del territorio.
IL CANTIERE
Dopo precedenti problemi che già ne avevano determinato da molti anni la chiusura al pubblico, nel 2019, in seguito ad infiltrazioni d’acqua dalla capriata lignea, era scattato l’allarme sulle sue condizioni e sulla conservazione delle opere in essa custodite. Grazie alla sinergia di vari enti e alla collaborazione di diverse professionalità si passò subito alla fase di cantiere. All’interno della chiesa sono da subito emersi numerosi aspetti riguardanti sia le problematiche strutturali sia quelle storico-artistiche: la collaborazione con l’archivio storico di Urbania ha portato alla luce documenti utili per l’analisi delle strutture; la ricerca universitaria ha supportato le scelte di restauro delle pitture murali; l’apporto della comunità delle Clarisse ha permesso la restituzione integrale di alcuni testi epigrafici.
Architetti e artigiani, religiose e restauratori, imprese edili, artisti e storici hanno fruttuosamente lavorato insieme, passo dopo passo, per restituire la chiesa di Santa Chiara alla città, con la collaborazione anche dell’Arcidiocesi di Pesaro – Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado.
Gli interventi hanno riguardato la copertura, l’impermeabilizzazione e le parti lignee interne ma anche il consolidamento delle colonne che sostengono le volte. I “tesori ritrovati“, beni mobili e le opere presenti dentro la chiesa, come detto, sono diventati il corpo espositivo di una mostra allestita nei Musei Civici di Palazzo Ducale, che ha restituito uno spaccato di storia durantina, prima del ritorno alla loro sede, con la compartecipazione di tanti soggetti alla valorizzazione del patrimonio.
L’intervento, dunque, non si è fermato al recupero della chiesa ma ha generato anche uno studio e un percorso espositivo al quale ha partecipato anche il Monastero di Santa Chiara che ha pubblicato una ricerca inedita su quaranta antiche pergamene del suo archivio. Il Monastero, infatti, è nato insieme alla città, accompagnandola per quasi 700 anni di storia e spostandosi nel colle dei Cappuccini solo alla fine degli anni ’70.
LE SCOPERTE Non sono mancate le scoperte: nel muro di controfacciata, dietro a delle tele, sono ritornate alla luce due nicchie all’interno delle quali la comunità monastica aveva devotamente riposto una serie di reliquie mentre lo spostamento della grande pala del Cialdieri ha riportato alla luce una parte dell’altare rinascimentale dedicato al Santissimo Sacramento, affrescato tra il 1558 e il 1560.
I lavori del cantiere hanno interessato anche i monumenti funebri dei conti Ubaldini, che avevano eletto la chiesa come loro luogo di sepoltura, riportando alla luce le antiche dorature degli stucchi occultate da successive verniciature a tempera.
L’EVENTO
Venerdì 26 giugno con un taglio del nastro alla presenza delle autorità civili e religiose verrà riconsegnata alla cittadinanza la chiesa. Si comincia venerdì alle 11.30 presso il Teatro Bramante per poi spostarsi alla chiesa di Santa Chiara per una visita guidata.
Interverranno il sindaco Marco Ciccolini, Emanuela Saveria Greco, Prefetto della Provincia di Pesaro e Urbino, il dott. Andrea Pessina, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Ancona e Pesaro e Urbino, il Prefetto Alessandro Tortorella, Direttore Centrale del Fondo Edifici di Culto (FEC), S. E. R. Mons. Sandro Salvucci, Arcivescovo di Pesaro – Urbino Urbania, Sant’Angelo in Vado e l’Onorevolele Wanda Ferro, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno.
“Per salvare Santa Chiara –ricorda il sindaco di Urbania Marco Ciccolini– partimmo per Roma per rappresentare al Fondo Edifici di Culto, presso il Ministro dell’Interno, la situazione e trovammo i primi finanziamenti per 400mila euro e la promessa di procedere col recupero. La struttura coi muri perimetrali incideva, infatti, anche sull’edificio scolastico adiacente e poteva creare un problema. IL FEC si convinse della bontà del progetto e assegnò i lavori alla Soprintendenza delle Marche. Venerdì saranno presenti a Urbania gli attori che sono stati protagonisti di questo recupero che riapre le porte di una
chiesa di grande importanza, legata col territorio, bellissima nelle sue decorazioni, piccola ma piena di tesori che sono stati anche essi recuperati nell’intervento. La riapertura della chiesa di Santa Chiara rappresenta un momento di profonda emozione e di grande significato per tutta la nostra comunità. Il cantiere ha saputo trasformarsi anche in un’occasione di conoscenza, consentendo di approfondire la storia di uno dei luoghi più significativi di Urbania. Custodire il nostro patrimonio culturale significa preservare le nostre radici e, allo stesso tempo, creare nuove opportunità di crescita culturale e turistica per il territorio”.
Appignanese
Ascoli Calcio
ASD Ginnastica Artistica Recanati
Associazione Tennis Macerata
Basket Fermo
Boca
Casette Verdini
Chiesanuova
Civitanovese
Cluentina
CSI Recanati
Fermana
Maceratese
Monteluponese
Montemilione
Osimana
Pantere Baseball
Recanatese
Sangiorgese
Sangiustese
Spartan Queens
TEC
Tolentino
Trodica
Vigor Castel Fidardo