PROMOZIONE – Il capitano e capocannoniere del Gabicce Gradara ha festeggiato la salvezza con una rimonta sulla Pergolese nell’ultima gara
di Alessandro Bonci
Con la fine del campionato di Promozione, il campo ha emesso gli ultimi verdetti. Nel Girone A, a festeggiare la salvezza diretta è il Gabicce Gradara, che all’ultima curva ha steso la Pergolese nello scontro diretto in casa volando a 36 punti. Una stagione partita probabilmente con ambizioni diverse, poi, per diverse vicissitudini, la salvezza è diventata l’obiettivo principale. A fine corsa Giovanni Gallotti e compagni possono finalmente esultare e mantenere la categoria per un altro anno, al termine di un percorso più sofferto del previsto ma meritato per quanto visto nelle ultime settimane.
Per l’occasione abbiamo avuto la fortuna di avere ai nostri microfoni proprio il centrocampista classe ’98, capitano del club, per conoscere qualcosa in più sulla stagione biancorossoblu. La vittoria contro la Pergolese non è stata banale, soprattutto perché maturata dopo aver chiuso la prima frazione in svantaggio e ribaltata nella ripresa, e Gallotti commenta così: “Inizialmente abbiamo un po’ sofferto il peso e l’importanza della partita, il primo tempo non è stato dei migliori. All’intervallo ci siamo guardati in faccia e abbiamo capito che serviva una reazione forte. Così è stato. Siamo usciti con un altro spirito, che ci ha permesso di andare oltre ogni difficoltà e ribaltare la gara”.
Diverse le difficoltà affrontate in stagione dal Gabicce Gradara, da un organico modificato in corsa alla separazione con mister Lilli, avvenuta a metà febbraio: “È stato un campionato strano, dove due squadre (Fano e Lunano, n.d.r.) hanno fatto un percorso a parte. Ci sono stati diversi momenti di difficoltà durante l’anno, che hanno spostato l’obiettivo principale sulla salvezza. Le difficoltà sono sempre presenti all’interno di una stagione, penso anche al cambio di allenatore: in quei momenti rischi di smarrirti. Tuttavia, credo che siamo stati bravi a non mollare e a centrare una meritata salvezza”.
Gallotti non è solo il capitano di questa squadra, con 5 reti si è garantito anche il ruolo di capocannoniere. Sull’importanza della compattezza del gruppo ha sottolineato: “Ho avuto la fortuna di essere il capitano di un gruppo sano e molto affiatato. Io porto la fascia, ma all’interno dello spogliatoio ci sono stati tanti capitani e ognuno ha contribuito alla causa. Paura di non farcela? Siamo sempre stati convinti di raggiungere la salvezza, magari anche in maniera più tranquilla. Così non è stato, perché è arrivata negli ultimi 45 minuti del campionato, ma va bene così, l’importante è il risultato finale”.
Una stagione travagliata, piena di insidie ma anche di emozioni, questo è ciò che Gallotti si porta dentro: “Questa stagione mi ha insegnato molto, mi ha responsabilizzato e mi ha fatto crescere tanto. Oltre alle situazioni di campo, mi porto dentro tanti rapporti personali a cui tengo”. Con la stagione appena conclusa è presto per pensare al futuro: “Resto? È ancora presto per parlarne, a tempo debito parlerò con la società per confrontarci e capire. Per ora mi godo la meritata salvezza”. Forse non una stagione da ricordare per il piazzamento, ma significativa per il carattere mostrato e per la crescita, inevitabile, di capitan Gallotti.
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