A Milano, l’installazione a Superstudio Village unisce materiali di recupero e ricerca sul tema della permanenza
In occasione del Fuorisalone 2026, all’interno degli spazi di Superstudio Village a Milano, la designer sarnanese Monia Giannini presenta “Papaveri Eterni”, un’installazione che unisce ricerca artistica, design e sostenibilità. Il progetto si sviluppa attraverso sculture tessili che affrontano i temi della trasformazione, della crescita e della permanenza, utilizzando materiali di recupero come elemento fondante del linguaggio creativo.
L’idea alla base del lavoro è quella di sottrarre il papavero alla sua natura fragile e temporanea, trasformandolo in una forma stabile e duratura, capace di esistere oltre il suo ciclo naturale.
L’intera installazione si basa su una selezione accurata di materiali di recupero provenienti soprattutto dal territorio marchigiano. Vengono utilizzati tessuti da deadstock, organze di seta recuperate da eccedenze di alta moda, vecchie camicie in seta e popeline, maglieria dismessa e pellami di seconda scelta. Elemento centrale del progetto è la scelta di non nascondere le tracce del tempo: cuciture, bottoni, orli e segni di usura rimangono visibili e diventano parte integrante della composizione. Ciò che normalmente verrebbe considerato scarto o imperfezione viene trasformato in valore estetico e narrativo.
Anche le strutture che sostengono le opere seguono la stessa logica progettuale. Gli steli sono rivestiti con tubolari in lana mohair realizzati da un maglificio locale, con superfici morbide che richiamano la texture naturale del fiore. I basamenti sono realizzati in marmo e pietra recuperati da scarti edilizi, reinterpretati come elementi scultorei. Anche i componenti tecnici interni provengono da fornitori selezionati del territorio, con attenzione alla qualità e alle certificazioni.
Il progetto si inserisce in una visione di sostenibilità che va oltre il semplice riuso dei materiali, coinvolgendo l’intera filiera produttiva e valorizzando la dimensione locale. Un approccio che diventa anche una riflessione sul valore del Made in Italy e del Made in Marche, intesi come sistemi integrati di competenze, artigianalità e cultura del fare.
Diplomata allo IED di Roma in Fashion Design, Monia Giannini sviluppa un percorso in cui formazione sartoriale e sensibilità ambientale si incontrano in modo costante. Da questa sintesi nasce la sua ricerca sui “fiori-scultura”, opere in cui materiali tessili di scarto e elementi di recupero edilizio si combinano in un equilibrio estetico e concettuale che ridefinisce il rapporto tra natura, materia e design.

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