Coldiretti in piazza: “Stop alle importazioni sleali”

Il presidio davanti alla Prefettura di Ancona. Particolare emergenza per grano e olio

Sono arrivati da tutte le province della Regione stamattina sotto il palazzo della prefettura ad Ancona in piazza del Plebiscito per consegnare un documento a difesa del cibo e delle produzioni agricole delle Marche. Così Coldiretti ha manifestato con un presidio piuttosto partecipato a cui se ne aggiungeranno altri come annunciato dall’associazione sindacalista degli agricoltori, illustrando le ragioni della protesta. Nel mirino l’ultima trasformazione definita il primo imbroglio. “Chiediamo maggiori controlli sul cibo importato, soprattutto grano e oliole parole di Maria Letizia Gardoni presidente Coldiretti Marche. “Prodotti sottocosto che rappresentano un rischio per la salute dei cittadini e per la tenuta del reddito degli agricoltori” ha concluso.

La protesta, che ha coinvolto contemporaneamente tredici città italiane, punta a denunciare l’azione di operatori senza scrupoli che, secondo Coldiretti, stanno comprimendo i prezzi riconosciuti agli agricoltori attraverso pratiche speculative, importazioni incontrollate e presunte frodi sull’origine delle materie prime. Una situazione che rischia di compromettere non solo la sostenibilità economica delle aziende agricole, ma anche la trasparenza del mercato e la tutela della salute dei cittadini consumatori.

Durante il presidio è stato consegnato al Prefetto di Ancona, Maurizio Valiante, un documento contenente una serie di richieste rivolte al Governo e alle istituzioni. Al centro della mobilitazione la necessità di rafforzare i controlli lungo tutta la filiera agroalimentare e contrastare i fenomeni che penalizzano i produttori italiani.

Nell’ultimo anno il prezzo del prodotto è crollato del 50%, mentre i costi a carico dei produttori nazionali sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro, secondo il Centro studi Divulga. Come è possibile? Per capire l’inganno basta guardare ai numeri. I dati ufficiali della filiera mostrano infatti che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extra vergine d’oliva, cifra che peraltro potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all’anno. I conti non tornano, sottolinea Coldiretti, perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori nascondendosi anche dietro l’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che va cancellata per tutti gli alimenti.

Da qui le richieste di Coldiretti contenute nel documento consegnato ai prefetti. Aumentare le ispezioni e fermare le frodi sull’origine con controlli innovativi, risonanza magnetica e mappatura isotopica possono dire con chiarezza da dove arriva un prodotto, devono essere utilizzabili come prove in giudizio. Applicare sempre la legge contro le pratiche sleali e le vendite sotto il costo di produzione. Da vietare anche la miscelazione di olio d’oliva extravergine e sottoprodotti trattati termicamente che per magia diventano extravergine. Necessaria la fatturazione obbligatoria delle olive per una tracciabilità completa del prodotto e serve anche sospendere l’olio a dazio zero dalla Tunisia e fermare il meccanismo del traffico di perfezionamento attivo (Tpa) sull’olio estero, ulteriore fonte di frodi.

Dall’olio al grano la situazione non cambia. Nelle ultime ore, denuncia Coldiretti, commercianti e industriali senza scrupoli stanno cercando di comprare grano duro in Sicilia durante la trebbiatura alla cifra illogica di 19 centesimi al chilo, un prezzo che rappresenta un insulto intollerabile a tutti gli agricoltori. Questi, sottolinea Coldiretti, sono gli stessi trafficanti di grano che cercano di comprare fatture da aziende compiacenti per far diventare italiano grano estero e spargono terrore all’apertura della campagna di raccolta per abbassare ancora i prezzi e rubare dalle tasche dei cerealicoltori. Nel frattempo continuano ad arrivare navi piene di grano al glifosate, molecola chimica che genera cancro soprattutto nei bambini. Coldiretti chiede quindi controlli estesi sull’intera filiera del grano, il contrasto alle frodi sull’origine, l’applicazione della normativa contro l’agropirateria e il rispetto del principio di reciprocità nelle importazioni, affinché ai prodotti provenienti dall’estero siano richiesti gli stessi standard imposti agli agricoltori europei.

Manolita Scocco
Author: Manolita Scocco

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