Appignanese, Buldorini: “Morale era a terra, con Ortolani sono arrivati i risultati”

PRIMA CATEGORIA – La stagione non è stata esaltante: “Capiamo qualcosa a livello economico ma io e il mister restiamo”

Dodici mesi dopo l’amara retrocessione in Prima Categoria, l’Appignanese è tornata a festeggiare in virtù della salvezza ottenuta nel play-out contro il Porto Potenza, superato di misura grazie a un autogoal rocambolesco del difensore ospite Gregori. Dunque, conferma la tradizione positiva negli spareggi post-season i biancoazzurri che due anni fa si salvarano al play-out in Promozione dopo una cavalcata incredibile sulla falsariga di quest’anno, mentre l’anno primo sorrisero sempre nella finalissima per salire di categoria contro l’Azzurra SBT. Una stagione complicata per l’Appignanese che, partita con ben altri obiettivi, si è trovata invischiata nel calderone infernale della zona rossa per poi arrivare all’epilogo positivo con una salvezza su cui c’è lo firma dell’esperto tecnico Angelo Ortolani, subentrato a metà febbraio a Maurizio Garagliano, che a sua volta aveva rilevato Andrea Tiburzi, che ha festeggiato la vittoria del campionato di Seconda con il Visso Altonera.

A fare il bilancio dell’annata il direttore sportivo Matteo Buldorini:” Non era una partita scontata perché il Porto Potenza non aveva nulla da perdere, mentre noi avendo due risultati su tre a disposizione, magari eravamo un po’ più contratti. Con mister Ortolani, senza nulla togliere a Tiburzi e Garagliano che hanno dato il massimo, sono arrivati i risultati che ci aspettavamo. Il mister lo avevamo contattato anche prima ma purtroppo per motivi personali non era riuscito a venire. Moralmente la squadra era a terra e il mister ha fatto un lavoro importante non solo sul campo ma soprattutto mentalmente. La classifica era disperata, ma noi abbiamo sempre pensato che questa squadra se la potesse giocare con tutti come poi è stato nella seconda parte di campionato. C’era un blocco mentale. Poi è arrivato anche Wali che ci ha dato una grande mano. A inizio stagione eravamo partiti con l’obiettivo di fare i play-off e secondo il nostro parere avevamo allestito una rosa competitiva. Forse abbiamo sbagliato anche noi che abbiamo dato troppa pressione. Poi quando una stagione inizia storta non è facile raddrizzarla. Partita decisiva? Dico la vittoria per 4 a 1 a Portorecanati dopo la sosta pasquale. Loro non avevano mai perso in casa. Siamo andati giù e abbiamo disputato la nostra migliore partita stagionale. Li la squadra ha preso ancora di più consapevolezza della propria forza”.

Sulla società e sui tifosi:” I tifosi sono sempre stati attaccati all’Appignanese. Ci hanno sempre sostenuto anche nei momenti difficili e per questo li dobbiamo ringraziare. Nulla da dire anche alla società perché siamo come una famiglia. Il presidente Claudio Camilletti è questi trent’anni che è qui. È come un padre. Nonostante al giorno d’oggi non sia facile portare avanti una squadra di calcio, lui fa il massimo per cercare di tirare fuori sempre le risorse economiche. Bisogna solo ringraziarlo”. Sul campionato:” Sorprese in negativo dico noi e l’Elite Tolentino che poi alla fine si è salvata. Positive dico San Claudio e l’Adriatica Portorecanati. Il girone C è sempre difficile ed equilibrato. È una mezza Promozione”. In chiusura:” Dobbiamo ragionare su un po’ di cose, anche sulle risorse economiche. Ma il mister per noi non è in discussione“.

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