Yuasa, Ortenzi a tutto campo: “Stiamo progettando il futuro…”

Coach Ortenzi

di Matteo Bordacconi

A stagione conclusa abbiamo intervistato il coach di Grottazzolina Massimiliano Ortenzi dopo un’annata complicata chiusa con la retrocessione in A2.

Il 15 febbraio è arrivata la retrocessione della Yuasa contro Trento. Come giudica la stagione e cosa è andato storto rispetto alla scorsa?
“Fare dei paragoni rispetto alla stagione passata è complicato perché sono due stagioni diverse con protagonisti diversi. Sia noi che gli altri avevamo degli organici differenti per questo non si può paragonarle. Quello che si può dire è che mentre l’anno scorso abbiamo patito tanti infortuni all’inizio del girone d’andata per poi rimetterci pian piano in ordine affrontando un girone di ritorno nel migliore dei modi, quest’anno non abbiamo mai avuto il nostro giocatore cardine, Petkovic. Abbiamo pescato Amir (Golzadeh), che è stato una grande risorsa. Però oggettivamente il fatto di non aver mai avuto nel ruolo più importante una continuità, o anche un ricambio durante il percorso, ha fatto sì che l’annata prendesse una piega che non volevamo. Poi ci sono altre cose che non sono andate come avremmo voluto e non siamo riusciti a girarle come avremmo voluto. Purtroppo questa è una responsabilità che io, il mio staff e la società ci prendiamo poiché non siamo riusciti ad invertire un trend che, sebbene settimana dopo settimana sia migliorato, non ha avuto la sterzata che doveva avere per raggiungere la salvezza”.

Secondo lei quindi se non ci fossero stati questi infortuni, in particolare quello di Petkovic, la Yuasa si sarebbe trovata in una posizione diversa?
“Se avessimo avuto Petkovic al 100% per tutta la stagione probabilmente alcune partite le avremmo gestite un pochino di più da protagonisti. Poi non ho la sfera di cristallo e quindi non so dire se saremmo stati più in alto in classifica. Però credo che sicuramente avremmo avuto un rendimento un po’ diverso, anche dal punto di vista caratteriale la presenza di Dusan (Petkovic) ci avrebbe aiutato molto nel gestire alcuni momenti della stagione complicati. Resta comunque difficile parlare di come sarebbero andate le cose se avessimo avuto tutti. Non abbiamo preso scuse durante l’anno quindi sarebbe fuorviante farlo adesso”.

Ci sono stati nel corso della stagione dei momenti o della gare che recrimina maggiormente e in cui si sarebbe potuto far meglio per non ritrovarsi in questa situazione?
“Ce ne sono diverse di gare. Penso alla gara a Cisterna, penso alla partita di Padova del girone d’andata e alla partita di Cuneo in casa. Sono stati tre scontri diretti importanti dove abbiamo perso tutti i set terminati ai vantaggi con grande recriminazione per non aver fatto bene delle cose semplici nel nostro campo. Probabilmente quei set lì sono stati lo specchio della nostra stagione, anche quando siamo riusciti a fare le cose bene non siamo riusciti a farle bene fino in fondo”.

Sebbene la stagione sia culminata con la retrocessione, riesce ad individuare un momento che ricorda maggior piacere e positività?
“Io credo che sia difficile individuare un momento di piacere all’interno di questa annata. Sicuramente una cosa che fa piacere è stata l’ultima partita che abbiamo fatto con Modena dove abbiamo certificato un pochettino a tutti quello che è il Grottazzolina che, nonostante la retrocessione già acquisita, ha potuto presentare al palazzetto circa trecento ragazzi del settore giovanile che hanno visto la partita e fatto una foto finale con la prima squadra. C’è stato un clima bello, non di quelli di chi ha fallito ma un clima di quelli che hanno voluto celebrare con l’ultima partita un palcoscenico che non era scontato e che rimane comunque qualcosa di storico per questa società”.

Questa è stata la sua quindicesima stagione consecutiva sulla panchina della Yuasa. La ritroveremo anche l’anno prossimo per la sedicesima?
“Di queste cose ne stiamo parlando, stiamo progettando il futuro. Quindi… lasciamoci il tempo di finire per poi progettare il futuro con grande calma e determinazione”.

Per quanto riguarda il mercato, vi state muovendo in vista della prossima stagione? I giocatori saranno più o meno gli stessi o la squadra sarà rivoluzionata?
“Stiamo cercano di capire quale sarà la strategia migliore per far sì che possiamo programmare di essere protagonisti sin da subito. Lo faremo con grande tranquillità e lucidità nel valutare la stagione appena conclusa e nello scegliere quale può essere la strada migliore per la prossima”.

Al di là dei singoli, da cosa dovrebbe ripartire la Yuasa per poter ritornare nella massima serie?
“Secondo me dobbiamo ripartire da una parola fondamentale: entusiasmo. Entusiasmo ed energia. Dall’avere nel nostro organico tutte persone che abbiano queste due caratteristiche, e quindi voglia di fare, voglia di dimostrare, voglia di mettersi in discussione. Non si può pensare a qualcosa di diverso da questo perché abbiamo tutti bisogno di ritrovare il gusto, il piacere di vivere la palestra, di vivere un campionato col sorriso”.

Dopo due anni di permanenza, la Yuasa Battery si trova costretta a lasciare la Superlega, complice una stagione condizionata da infortuni pesanti come quello di Petkovic. Coach Ortenzi tuttavia non sembra aver perso il suo ottimismo ed è pronto a progettare con calma e determinazione la strada migliore per il futuro dei biancoblu.

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Author: redazione

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