Il ‘mercato di riparazione’ del centrosinistra. La dichiarazione di neutralita’ del vescovo. Un vocale nella Citta’ dei Sussurri. 15 giorni che rischiano di sconvolgere il Capoluogo

L’arbitro non ha concesso il penalty sul finale di partita. Palla al centro: si riprende da 0-0 con i tempi supplementari. E se per il Centrodestra che ha invocato il rigore, dovesse andar male, ci sarebbe sempre la possibilita’ del ‘ripescaggio’ con il VAR (pardon Tar) fissato per la riconta il 18 prossimo venturo.
La telenovela del voto per le comunali di Macerata non e’ destinato a concludersi tanto presto ricalcando le orme di quelle osimane quando Pugnaloni/Davide ribalto’ una sorte che pareva segnata contro Latini/Golia sconfitto per la miseria di 7 punti. Tanto da far sorridere papa Francesco quando ricevette il giovane sindaco indicando con il classico movimento delle dita ed un sorriso il leggerissimo sorpasso nella competizione elettorale. ‘Macerata story’ appare ancora, se possibile, ancora piu’ variegata di quella osimana. Il brogliaccio dell’ex Atene delle Marche – la citta’ dei Sussurri Sotto i Loggiati sconvolta da un vocale divenuto virale- e’ anch’esso un coupe de theatre a caratteri e lineamenti che raccolgono tutti i generi: il giallo, il divertissement, l’esultanza e la delusione, il mea culpa e il suo contrario, il sospetto, il poliziesco e il giudiziario, la confessione e l’orgoglio. Plauto, Feydeau (e Edmondo De Amicis al cui nome e’ intitolata la via sede del seggio 21 dove alla marcia fin li’ trionfale di Parcaroli ha trovato un minimo ma insormontabile ostacolo di 10voti10) traerebbero a piene mani materia per un altro dei loro capolavori. Anche Aristofane per spiegare l’…Aventino di meta’ dei protagonisti. Che restano sull’Acropoli in sciopero: gli elettori. Lisistrata certo, pure ‘Le rane’. Gia’ ma chi salvera’ Macerata/Atene: Euripide o Eschilo?
Al solito si prevede il trionfo della politica. Stavolta pure della politica del calcio. Con riferimento al mercato ‘di riparazione’. Quello da parte del centrosinistra che dopo aver recuperato Marco Sigona e i suoi 700 voti ha piazzato il colpo grosso, tipo Malen della Roma capace di mandare i ‘lupi’ in Champions: Romano Mari. Mentre Gianluca Tittarelli svestiva la maglia di terzino con quella di attaccante, ecco il popolarissimo e cattolicissimo presidente dell’Ordine dei medici capace sulla carta (s’intende) di sfondare la soglia del 50% ed entrare nel laico paradiso del Palazzo comunale. E, riflesso certo non secondario rispetto ad accuse di ‘strumentalizzazioni della Fede’, ecco mons. Marconi (nel settembre 2020 ricevette Salvini e il neoeletto Parcaroli) il quale ha dichiarato ogni personale astensione da indicazioni di voto.
Parcaroli vanta 1.609 voti in piu’: un vantaggio corposo che resta tuttavia un’indicazione solo teorica circa il favorito alla vigilia del ballottaggio. Piu’ o meno sono i voti raggranellati dai tre candidati sindaci (Sigona, Orioli e Ripa) esclusi dal ballottaggio. Da parte sua Tittarelli sa che non bastano questa volta i…cerotti -peraltro Orioli fedele alle promesse non ha dato indicazioni di sorta per il ballottaggio.
Intanto ci si avvia a domenica prossima -deadline di partita– sapendo che la parola ‘The end’ in questo finale di partita alla Samuel Beckett,⁰000 potrebbe non essere ancora detta. E’ il bello delle soap (e/o drammi) ragazzi!
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