Carabinieri al lavoro in provincia di Fermo. ll caso a Porto Sant’Elpidio
Ingenti lavoro per i carabinieri in provincia di Fermo. A Porto Sant’Elpidio, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno tratto in arresto un uomo di 75 anni, dando esecuzione a un’ordinanza di sottoposizione alla detenzione domiciliare emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Ancona. Il provvedimento è stato disposto per l’espiazione di una pena definitiva pari a due anni e quattro mesi di reclusione per il reato di violenza sessuale aggravata perché commessa in danno di minore, per fatti accaduti in territorio elpidiense nell’anno 2020.
A Porto Sant’Elpidio, i militari hanno tratto in arresto un uomo di 56 anni. L’operazione è stata eseguita in ottemperanza a un provvedimento di revoca del decreto di sospensione dell’ordine di esecuzione per la carcerazione e contestuale ripristino dello stesso, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo. Il soggetto deve espiare una pena detentiva residua di due anni e nove mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, scaturiti da episodi delittuosi commessi nella medesima località tra il 2021 e il 2024.
A Monte San Pietrangeli, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montegiorgio, hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Fermo. Il provvedimento ha consentito di trarre in arresto un nordafricano di 50 anni. Il destinatario della misura deve scontare una pena alla reclusione di otto mesi per il reato di falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale, commesso a Fermo nell’anno 2020.
A Fermo, i carabinieri con il supporto dei colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Fermo, hanno tratto in arresto un 33enne, originario della penisola balcanica. È stato eseguito un decreto di revoca della misura degli arresti domiciliari emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Macerata. Tale provvedimento di inasprimento è stato disposto in conseguenza alle reiterate e gravi violazioni dei divieti imposti dalla precedente misura cautelare (connessa al reato di tentato omicidio), puntualmente accertate e documentate dai militari dell’Arma in occasione di recenti interventi per condotte moleste ed evasione.
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