Verso il derby, Biagio pronta a cancellare la figuraccia dell’andata

ECCELLENZA – Rossoblu falcidiati dalle squalifiche ma costretti a battere la Jesina per smuovere orgoglio e classifica

La Biagio è chiamata a cancellare (almeno in parte, perché del tutto è impossibile) la vergogna della gara di andata, chiusa con l’umiliazione più pesante della sua storia. Un netto 7-0 in favore della Jesina. Il derby contro i leoncelli sarà l’ennesima partita da giocare con il coltello tra i denti per i ragazzi di Omiccioli, dato che la precaria situazione di classifica null’altro impone.

Considerando la caratura dell’avversario, gli obiettivi per cui lotta e la rosa risicata (Carbonari, Gregorini e Rossini squalificati, Pierandrei infortunato, panchina occupata da tutti “under” a eccezione del portiere Marziani) si potrebbe logicamente concludere che anche domenica sarà molto dura. Vada come vada, la Biagio dovrà uscire dal campo a testa alta.

Per dirigere una partita importante ci vuole un arbitro importante: l’AIA ha designato tal Daniele Orazietti della sezione di Nichelino. Sarà lui, alle 16 di domenica, a dare il fischio di inizio mentre ai lati del campo, bandierina in mano, vigileranno gli assistenti Nicolò Bruscantini della sezione di Macerata e Daniele Cordella della sezione di Pesaro.

Biagio-Jesina amarcord. 18 febbraio 1979, 23esima giornata dell’ultimo campionato regionale di Promozione a girone unico. La Jesina capolista deve guardarsi dall’attacco del temibile Montemarciano di Vignoli, che la tallona a una lunghezza e che è impegnato a Porto S. Giorgio, nel vecchio campo di via Marsala. Al Comunale la cornice di pubblico è straordinaria, di quelle che i bambini di oggi non potranno mai vedere con i loro occhi. Le gradinate brulicano di persone e non passa uno spillo. La Jesina, sospinta dal consueto tifo passionale, gioca per vincere, ma fin dai primi minuti si capisce che per i leoncelli sarà dura uscire indenni da Chiaravalle. Al 32’ Ventura firma il vantaggio biagiotto. Lo stesso baffuto centravanti anconetano raddoppia su rigore al 12’ della ripresa. Gli spettatori di fede jesina si aggrappano alla radiolina per cercare sollievo. A Porto S. Giorgio succede l’incredibile: sull’1-0 per i padroni di casa, il Montemarciano fruisce di due rigori nel giro di due soli giri di lancette. I biancazzurri realizzano il primo, ma sbagliano il secondo: si resta in parità. Il contraccolpo psicologico per l’occasione sfumata frastorna però lo squadrone allenato da Marcello Neri. Nella ripresa la Sangiorgese dilaga e finisce per vincere 4-1. La Jesina accorcia a Chiaravalle con Vagnini a un quarto d’ora alla fine, ma non la raddrizza. La Biagio vince con merito e i leoncelli, seppur sconfitti, conservano il primato che riusciranno a mantenere fino alla fine, planando in Serie D.
Questa fu la formazione rossoblù schierata dall’allenatore Marino Recchi, che annoverava ben sei chiaravallesi: Manfredi, Santinelli, Bartolini, Bastianelli, Pigliapoco, Juso, Barucca, Stronati, Ventura, Sbarbati, Porcarelli.

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