Le indagini procedono a ritmo serrato, nel tentativo di individuare altre eventuali responsabilità
Il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli parla di “ mela marcia” e rinnova la fiducia all’intera giunta compresi i 4 assessori finiti nel vortice dell’indagine, invocando tempi rapidi alla Magistratura. Ma in comune in tanti erano al corrente del sistema messo in piedi dal geometra Simone Bonci, 46 anni, finito a Montacuto con l’accusa di corruzione aggravata. A dirlo sono le intercettazioni ambientali in mano agli inquirenti in cui si evidenzia come lo stesso geometra del comune avesse una certa libertà circa l’assegnazione dei lavori alle “ditte amiche”, cosa che secondo l’accusa – ma i video parlano chiaro – gli avrebbero consentito di ricevere una serie di regali compreso il rifacimento del bagno di casa oltre alla porta blindata. Lavori pagati e mai eseguiti, in alcuni casi pagati due volte in altri invece fatti in minima parte. E’ davvero sconcertante quello che emerge dall’inchiesta portata avanti dalla squadra mobile di Ancona diretta dal dottor Carlo Pinto e dagli uomini del nucleo di Polizia Giudiziaria della Municipale. Al cimitero di Candia il rifacimento di una parte di asfalto al comune di Ancona è costato 325 euro al mq. Fatture gonfiate ma anche lavori pagati e mai eseguiti come quelli al parcheggio Traiano, al cimitero di Pietralacroce e a quello di Candia per non parlare di quello che è accaduto nella zona dei laghetti o in pineta. Per qualcuno “una mela marcia”. Nelle intercettazioni lo stesso geometra si rivolge ad un collega che gli fa presente che la ditta a cui aveva intenzione di assegnare un certo lavoro non sarebbe stata in grado di farlo. Un particolare che lo stesso Bonci non sembra prendere in considerazione al punto tale che rassicura lo stesso collega di lavoro. Secondo una prima stima gli appalti truccati ammonterebbero ad una cifra attorno ai 300.000 euro. Possibile che nessuno nell’ultimo anno si sia accorto di quanto stava accadendo al quarto piano e sopratutto chi avrebbe dovuto controllare questi lavori se erano stati eseguiti a regola d’arte? Nel gioco delle parti in tanti ora si dicono estranei all’intera vicenda, ma sulle documentazioni finite nelle mani degli inquirenti ci sono le firme di dirigenti e funzionari che i cittadini di Ancona pagano per esercitare il controllo di quanto accade in comune. Più che una mela marcia, c’è chi teme che la realtà fosse “un cesto di mele marce”; basti pensare che un collega del geometra, e la cosa emerge nelle intercettazioni in mano agli inquirenti, invitava lo stesso Bonci a non fare “cifra para” per gli importi, ma suddividerli a scaglioni proprio per evitare sospetti. Una vera e propria bufera che ha spinto i gruppi di maggioranza a schierarsi a fianco del sindaco con la speranza che la Magistratura quanto prima riesca a far luce ma soprattutto chiarezza su quanto accaduto in comune. Di parere opposto parte dell’opposizione che chiede una commissione di inchiesta.
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