L’allarme di Maurizio Pelosi e Mauro Giuliani, rispettivamente NurSind AP e USB AP
Maurizio Pelosi, NurSind AP, e Maurizio Giuliani, USB AP, lanciano una richiesta urgente: “scriviamo con indignazione e grave preoccupazione riguardo alla disastrosa gestione delle risorse umane e delle strutture ospedaliere nell’AST AP.
La Direzione Generale dell’AST di Ascoli Piceno ha portato a una situazione intollerabile, che minaccia la sicurezza dei pazienti e il benessere del personale. Nonostante ripetute denunce iniziando oltre un anno fa, la direzione, ha scelto di ignorare i nostri allarmi, aggravando la crisi con tagli drastici al personale e ai servizi. La riduzione dei posti letto, già al di sotto degli standard regionali, e il sovraccarico di lavoro hanno creato un ambiente altamente rischioso e propenso a errori clinici gravi”.
“Molti reparti critici e di eccellenza, come la Rianimazione di AP e SBT, la Patologia Neonatale di Ascoli, Nefrologia AP e Murg di San Benedetto del Tronto, sono stati gravemente depotenziati. – continuano – Questo smantellamento ha reso la sanità locale estremamente pericolosa ed inefficace.
A causa di queste condizioni insostenibili, siamo stati costretti a proclamare uno sciopero lo scorso 22 marzo, come atto di protesta contro la gestione irresponsabile e le decisioni che mettono a rischio la vita di pazienti e lavoratori. Questa azione è stata un chiaro segnale dell’estrema gravità della situazione e della nostra determinazione a lottare per un cambiamento”.
Richieste con la massima urgenza:
- L’immediata approvazione di un piano di assunzioni stabili e l’attivazione di tutti i posti letto certificati
dalla regione Marche. - La riapertura dei reparti e dei servizi essenziali chiusi.
- Sostituzione dei 15 OSS che non adempiono ai loro doveri lavorativi previsti dalla qualifica.
- Stabilizzazioni di OSS e infermieri con i requisiti COVID in scadenza a fine agosto
- Assunzioni dalla mobilità in entrata AST AP
“Con urgenza inderogabile, sollecitiamo ad agire immediatamente per trasformare le condizioni di lavoro insostenibili che affliggono il nostro personale sanitario. È essenziale un intervento rapido e deciso per porre fine a questa situazione critica, che sta compromettendo gravemente la salute e il morale dei nostri lavoratori. È essenziale riconoscere che il livello di malessere ha superato ogni limite concepibile, portando la situazione al punto di rottura. Questa crisi richiede una risposta tempestiva e inflessibile per evitare un collasso imminente del sistema sanitario. La mancanza di azione ora sarà vista come un fallimento catastrofico e un abbandono dei nostri valorosi operatori sanitari, rischiando di scatenare una crisi di proporzioni storiche”.
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