Assegnato il riconoscimento a Giulia Degli Emili, classe 2006, iscritta al corso di Mediazione Linguistica
All’Università di Macerata la memoria di Riccardo Lombardi continua a essere presente all’interno della comunità accademica. Nella giornata di ieri, martedì 5 maggio, in rettorato si è svolta la cerimonia di assegnazione della borsa di studio a lui intitolata, istituita e finanziata dai genitori Raffaele Lombardi e Silvia Mira. A consegnarla è stato il rettore John McCourt, alla presenza della prorettrice al Welfare Natascia Mattucci e della presidente dei corsi in Mediazione linguistica Costanza Geddes Da Filicaia. Il riconoscimento è stato attribuito a Giulia Degli Emili.
La borsa di studio, destinata a una matricola di Mediazione Linguistica, non rappresenta soltanto un sostegno economico, ma richiama direttamente le passioni e i valori che hanno caratterizzato Riccardo: l’impegno nel sociale, la musica e lo studio delle lingue straniere. La sua assegnazione si lega infatti al profilo umano e culturale dello studente, segnato da curiosità e attenzione verso il mondo.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di memoria che l’ateneo porta avanti con continuità, trasformando il ricordo in un gesto concreto rivolto agli studenti. Nel corso della cerimonia, il rettore John McCourt ha sottolineato il significato del progetto, evidenziando come “da un momento di profondo dolore può nascere una cosa bella. Questo premio è un esempio meraviglioso e i genitori di Riccardo meritano il nostro ringraziamento per il loro generoso gesto”.
Per Raffaele e Silvia Lombardi, il finanziamento della borsa rappresenta un modo per mantenere viva la presenza del figlio all’interno dell’università, facendone continuare il percorso simbolicamente tra studenti e aule. La borsa è stata assegnata a Giulia Degli Emili, classe 2006, iscritta al corso di Mediazione Linguistica. La studentessa studia inglese, spagnolo e lingua dei segni italiana e coltiva da tempo la passione per la musica, suonando il flauto traverso dall’età di dieci anni e facendo parte della banda cittadina.
“Conoscere – ha scritto nella sua lettera motivazione – la storia e la passione, che Riccardo, ha dedicato allo studio e alla vita culturale, mi ha spinto a riflettere non solo sul mio percorso accademico, ma sul valore di ciò che desidero diventare come persona. La sua dedizione allo studio è stata per me fonte di grande ispirazione, poiché ho trovato in lui quei valori che guidano ogni giorno le mie scelte”.
Ai genitori di Riccardo, Giulia ha raccontato come ami tornare appena può nel suo paese, Monte San Vito, per ritrovare nella banda quel “dialogo emotivo tra chi suona e chi ascolta”.

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