La proposta all’assemblea regionale ad Ancona. “Non è una tassa”
Quattro centesimi per ogni metro cubo d’acqua prelevato dalle sorgenti di montagna da destinare alla manutenzione delle aree interne. La proposta arriva da Giuseppe Amici, riconfermato presidente dell’Unione nazionale comunità enti montani (Uncem) Marche per il prossimo quinquennio, durante l’assemblea regionale ad Ancona dedicata alla nuova legge sulla montagna.
“Non è una tassa né un aumento in bolletta, ma una misura a costo zero poiché questo contributo è già compreso nella tariffa che si paga – spiega Amici – L’acqua è la ricchezza della montagna: chi ne beneficia deve contribuire alla manutenzione e sicurezza di chi la custodisce”.
I fondi servirebbero, secondo Uncem, per prevenzione, difesa del suolo, cura dei boschi e manutenzione dei versanti. L’assemblea, che ha visto la partecipazione del presidente nazionale Marco Bussone, degli assessori regionali allo Sviluppo economico, Giacomo Bugaro, e al Lavoro, Tiziano Consoli, e di una rappresentanza di sindaci delle aree interne marchigiane, ha fatto il punto sulla legge 131/2025 che riconosce la montagna come parte vitale della Repubblica.
Ma Uncem solleva un nodo critico: i criteri per definire i comuni montani si basano solo su altitudine e pendenza. “La montagna non è solo altitudine ma una condizione sociale e territoriale di svantaggio – dice Amici – Paesi sotto i 600 metri possono avere le stesse difficoltà di isolamento e spopolamento dei comuni più in quota”.
L’assemblea ha approvato un documento che segnala l’esclusione delle Unioni montane dal gruppo tecnico ministeriale e il rischio di riduzione dei comuni riconosciuti come montani, chiedendo alla Regione di negoziare criteri più equi. Tra le opportunità della legge, Amici ha evidenziato incentivi per il personale sanitario in montagna, credito d’imposta per gli alloggi, tutela dei plessi scolastici e accesso garantito alla banda ultralarga.
Bussone ha chiuso i lavori rilanciando il ruolo delle Unioni montane: “Devono essere strumenti di cooperazione territoriale. Vogliamo una montagna protagonista delle politiche di coesione, non spettatrice”.
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