La moglie del pentito che domani sarà chiamato a testimoniare nel processo a carico di Innocent Oseghale per l’omicidio di Pamela Mastropietro ha ricevuto un pacco con dentro una bambola decapitata e un messaggio che non lascia spazio a dubbi: “Fate questa fine”. Lo ha confermato l’avvocato del “nano”, questo il nomignolo del pentito, che domani sarà accompagnato coattivamente davanti ai giudici della Corte di Assise di Macerata. E’ una delle modalità classiche di intimidazione della Mafia Nigeriana e, inutile negarlo, c’è preoccupazione.
“Il nano” aveva trascorso qualche giorno in carcere con Oseghale, nella stessa cella, e dallo spacciatore nigeriano aveva ricevuto una serie di confidenze: dall’ammissione di essere l’autore dell’omicidio di Pamela, che si era rifiutata di consumare un rapporto sessuale a tre, fino alla conferma di essere un esponente della Mafia Nigeriana, pronta a pagare la somma di 100000 Euro in favore de “il nano” se avesse dichiarato ai giudici l’innocenza di Oseghale.
Il legale ha spiegato che il suo assistito in passato aveva perso la protezione per una denuncia per evasione da cui è stato assolto, senza però avere più la tutela dei protocolli previsti per i collaboratori di giustizia e per i loro familiari. L’uomo ha intenzione di collaborare, ma vorrebbe che almeno la moglie e i suoi figli potessero rientrare nel programma. L’avvocato ha infatti raccontato che, da quando “il nano” è diventato teste dell’accusa nel processo a carico di Oseghale, i familiari del pentito sono stati oggetto di continue minacce, culminate con la bambola decapitata fatta recapitare a casa della donna.
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