Un anconetano che trascina l’Ostiamare, Giordani: “Legato alla mia città, Del Conero emozionante”

SERIE D – Il classe 2002 perno dei biancoviola campioni: “La più bella stagione della mia vita, mi piacerebbe restare qui in Serie C”

New entry a inizio anno perché da previsioni iniziali dove essere inserite nel girone G come successo negli ultimi anni, l’Ostiamare ha riscritto la sua storia vincendo il girone F con 90′ di anticipo e tornando in C a distanza di 35 anni. Alla fine i biancoviola, che detengono il miglior attacco e difesa del torneo, hanno avuto la meglio in un entusiasmante duello a tre con Ancona e Teramo.

Curiosità: nella rosa laziale che ha vinto il campionato c’è anche un anconetano doc ovvero il perno difensivo classe 02′ Pietro Giordani -31 presenze e 3 goal in stagione- al suo secondo campionato di fila vinto dopo il successo della scorsa stagione nel girone G con il Guidonia Montecelio, ma che ha sviluppato la sua carriera lontano dalla nostra regione, vantando anche esperienze nei settori giovanili di Frosinone e Fiorentina e in C con il Monterosi: “Sono molto legato alla mia città, nonostante ho passato la maggior parte della carriera fuori dalle Marche. Mio padre è molto appassionato di calcio e quando ero ancora bambino mi portava spesso allo stadio. Poi ho fatto anche un campionato nazionale Under 15 con l’Ancona e per ultimo ho anche tatuata Ancona sulla caviglia. Averla avuta come avversaria è stato molto emozionante, soprattutto quando abbiamo giocato al Del Conero. Allo stesso tempo, quando gioco lascio da parte le emozioni e tutto ciò che non riguarda il campo. Futuro nelle Marche? Mai dire mai. Attualmente non ci penso e cerco di pensare alla mia carriera essendo ancora molto giovane. Firenze? Di quel periodo mi porto dietro le idee di mister Alberto Aquilani e il metodo di lavoro della società che penso attualmente sia una di quelle che lancia il maggior numero di giovani. Della squadra di cui facevo parte anche io c’era Alessandro Bianco, che è ancora di proprietà della Fiorentina ma gioca in prestito in Grecia al Paok Salonicco. Oppure Lorenzo Amatucci, anche lui in prestito in Spagna al Las Palmas. E infine cito anche Daniele Ghilardi, ora alla Roma e Niccolò Pierozzi in forza al Palermo”.

Una stagione da incorniciare non solo per tutta l’OstiaMare, ma anche per il difensore marchigiano:” È stata la stagione per me più bella da quando gioco, sia a livello sportivo sia per come mi sono trovato all’interno del gruppo. Culminarla con la vittoria è stata un’emozione da brividi. Quando abbiamo saputo che avremmo fatto il girone F eravamo incuriositi ed emozionati perché sapevamo di essere stati inseriti in un girone con grandi piazze e stadi. Similitudini con Guidonia? Penso che sia totalmente diverso. A Guidonia in partenza avevamo ” l’obbligo” di vincere, mentre quest’anno, grazie al lavoro della società e del mister, ci siamo costruiti durante il campionato per poi arrivare a quello che è stato un sogno”. La squadra lidense ha vissuto più fasi dentro la stagione, da una prima parte formidabile fino ad arrivare a un momento di difficoltà, dove quando sembrava tutto perduto, il team di D’Antoni è rimasto compatto e in scia, mettendo poi la freccia decisiva nel rush finale prima di Pasqua:” Non ricordo partite in cui ho pensato ora possiamo davvero farcela. Ogni singola vittoria ci ha permesso di settimana in settimana di prendere sempre più consapevolezza che quello che pensavamo fosse solo un sogno potesse diventare realtà”.

Sicuramente dietro il successo dell’OstiaMare c’è la mano del suo timoniere David D’Antoni, al suo secondo campionato vinto dopo quello a Monterosi nel 2021, e della società con a capo, Daniele De Rossi, che in 14 mesi ha cambiato tutto, investendo in quella che è casa sua, iniziando un progetto tecnico importante, frutto di passione, ambizione e programmazione:” Il mister è stato fondamentale per me perché mi ha permesso di rendere al meglio. È un allenatore che ti fa vivere serenamente al di fuori dal campo, ma durante gli allenamenti e le partite pretende tanto, giustamente. Penso che la sia carriera, parli da sola in questa categoria. La società è una delle migliori in D e non solo. Quando ho conosciuto De Rossi ho capito subito lo spessore della persona. Mi ha fatto sentire a casa e ci tratta tutti come se fossimo suoi fratelli. La cosa che mi ha colpito di più di lui è la sua umiltà e di quanto ci tenesse a essere presente con noi nonostante le sue questioni lavorative. La prova di tutto è stato quando domenica scorsa che abbiamo vinto è corso da noi per festeggiare”.

Ma la stagione dell’OstiaMare non è finita qui perché c’è una Poule Scudetto da giocare:” Ci teniamo a fare bene perché ci piace confrontarci con altre squadre forti, e perché no, provare a mettere la ciliegina sulla torta a questa già fantastica stagione”. Sul campionato:” Le principali differenze con il girone G, per quanto mi riguarda sono le strutture e il seguito. Le squadre che più mi hanno impressionato, oltre al Teramo e l’Ancona, sono state la Maceratese, che ha espresso un ottimo calcio, e l’Atletico Ascoli che ha un ottimo organico”. In chiusura sul futuro:” Mi piacerebbe restare a Ostia anche in C. Poi non mi pongo obiettivi a lungo raggio”.

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