Traffico illecito di fossili tra Marche e Umbria, cinque condanne

Si tratta di due uomini residenti nel Maceratese, di 58 e 49 anni, di un 25enne di Cerreto d’Esi (Ancona), di un 44enne di Valfabbrica (Perugia) e di un 74enne di Gagliole (Macerata)

Prime condanne per il traffico illecito di fossili scoperto con l’operazione “Ammoniti”. L’indagine dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, nel 2022 aveva portato a galla un sistema organizzato di scavi illegali e vendita online di reperti. Un’organizzazione ben strutturata, con ruoli precisi e competenze diverse, che avrebbe operato nel traffico illecito di fossili tra le Marche e l’Umbria. Otto in tutto gli imputati. Cinque di loro hanno scelto riti alternativi tra patteggiamento e abbreviato, ottenendo condanne comprese tra un anno e mezzo e tre anni.

Si tratta di due uomini residenti nel Maceratese, di 58 e 49 anni, di un 25enne di Cerreto d’Esi (Ancona), di un 44enne di Valfabbrica (Perugia) e di un 74enne di Gagliole (Macerata). La giudice del tribunale di Ancona, Francesca De Palma, ha rinviato a giudizio gli altri tre: due uomini di Fabriano (Ancona), di 65 e 67 anni, e un 77enne di Genga (Ancona). Sono difesi dagli avvocati Ruggero Benvenuto, Enrico Carmenati e Massimo Mariani. Il processo inizierà il prossimo 19 settembre.

C’era chi era esperto negli scavi, chi si occupava della pulitura e dello stoccaggio dei reperti e chi, invece, gestiva le vendite attraverso piattaforme commerciali come eBay. Le accuse, a vario titolo, sono di furto e riciclaggio di beni archeologici e paleontologici e di scavi non autorizzati. Per alcuni era contestata anche l’associazione a delinquere, per altri il concorso nei reati.

Secondo l’accusa il gruppo si sarebbe dotato di un fuoristrada, mappe per raggiungere i siti più ricchi di reperti e attrezzature da scavo per operare in aree vincolate, spesso mascherando l’attività come semplice ricerca amatoriale. Durante l’indagine i carabinieri hanno sequestrato circa 30mila reperti, molti dei quali messi in vendita su siti specializzati per nascondere la provenienza illecita.

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