Per le maxi emergenze, pazienti costretti al trasferimento fuori Regione
Sarà un’eccellenza a livello nazionale ma l’ospedale regionale di Torrette ha un buco nero ovvero la mancanza della camera iperbarica per l’ossigeno terapia. Un servizio questo che in caso di urgenza costringe i pazienti a lunghi spostamenti. Dall’inizio dell’anno si sono verificate due maxi emergenze che hanno coinvolto decine di ambulanze. La sera del 6 gennaio sotto una fitta nevicata 12 ambulanze sono dovute partire dal Salesi e dall’ospedale di Torrette alla volta di Ravenna per trasportare dei pazienti, bambini compresi, rimasti intossicati dal monossido di carbonio a Casenuove di Osimo. Sabato altra urgenza sempre provocata dal monossido di carbonio ad una festa di compoleanno a Bagnolo di Recanati. A finire alla camera iperbarica di Ravenna 9 pazienti di cui uno trasportato con l’elisoccorso viste le condizioni di salute. Macchina dei soccorsi che ancora una volta ha visto l’Anpas con il coinvolgimento della Croce Gialla di Ancona, Camerano, Croce Verde Castelfidardo oltre che dell’Avis di Montemarciano.
Almeno per il momento non è in programma la realizzazione di una camera iperbarica all’ospedale Regionale di Torrette, come spiega il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche Armando Marco Gozzini: “Per allestire questo tipo di servizio che nelle Marche non viene offerto da nessun ospedale occorre la volontà da parte della Regione. In poche parole, alla base di questa scelta serve un chiaro indirizzo politico. Noi, come ospedale, non possiamo di certo intraprendere per nostra iniziativa questo tipo di percorso. Occorre un chiaro indirizzo da parte della Regione ma questo non è l’unico ostacolo. Al momento non avremo lo spazio necessario per allestire questa struttura ma è anche vero che nel caso in cui questo servizio dovesse partire in qualche modo gli spazi si troveranno. Ad oggi, per queste maxi emergenze siamo costretti a portare i pazienti fuori Regione ma stiamo parlando di casi sporadici, anche se dall’inizio dell’anno si sono avuti due episodi, peraltro gestisti nel migliore dei modi per quello che riguarda la logistica con annessi trasferimenti. Per i casi non urgenti c’è una convenzione con la struttura privata che si trova a Fano”.
Camera iperbarica che una volta era presente anche al porto di Ancona di proprietà della Marina, al servizio dei palombari e non solo, ora dismessa da diversi anni.
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