Dal 4 al 14 giugno
Un festival mai così multidisciplinare, che mescola i diversi linguaggi dello spettacolo dal vivo: dal circo alla danza, dal teatro alla musica fino alla letteratura degli audiolibri, e partendo da Villa Nappi si riappropria dei luoghi storici della città.
Torna a Polverigi (Ancona) dal 4 al 14 giugno prossimi, Polverigi Inteatro Fest, la storica kermesse d’arti performative contemporanee, che dopo l’anno zero dell’edizione 2025, lancia la sua prima rassegna ufficiale, frutto della collaborazione tra Marche Teatro e l’Associazione Inteatro, per la direzione artistica di Viola Graziosi.
Illustrata dal direttore e dal presidente di Marche Teatro Giuseppe Dipasquale e Valerio Vico, assieme al sindaco di Polverigi Daniele Carnevali e al presidente dell’Associazione Inteatro Cristiano Lassandari, la manifestazione presenta 19 compagnie italiane e internazionali per un totale di 39 spettacoli.
Tra questi ogni sera (ore 18,30 tranne l’8 e il 9 giugno) allo Spazio bar di Villa Nappi, una sorta di teatro dell’ascolto guidato da Viola Graziosi, che offrirà al pubblico con il team audiolibri del Gruppo Mondadori, delle microstorie della serie gialla Sara di Maurizio De Giovanni edita da Rizzoli, invitando al termine i presenti a discuterne insieme, liberando l’immaginazione.
Inaugura il festival in prima italiana nel borgo storico di Roccolo di Polverigi, lo spettacolo del Circo El Grifo ‘Ricordati’, in cui un uomo che ha perso la memoria è in grado però di eseguire numeri di magia che lo interrogano sulla propria identità. In prima anche la performance-studio di tre degli attori della neo nata Compagnia dei Giovani di Marche Teatro ‘Flag’, giallo contemporaneo ispirato al quadro della Flagellazione di Piero della Francesca, la cui ricostruzione farà da cornice alla rappresentazione.
Tra le novità anche lo studio del noto regista Marco Baliani ‘L’ombra perduta di Peter Schlemihl’, primo abbozzo dello spettacolo che sarà poi presentato al Teatro Sperimentale di Ancona, ispirato alla storia dell’uomo che scambiò la propria ombra per avere la ricchezza, diventando una metafora della separazione identitaria.
Per la danza, arriva al Teatro della Luna ‘Panopticon’, opera installativa di Roberto Zappalà, presentata nel 2021 durante il periodo pandemico e ispirata al carcere ideale concepito dal filosofo e giurista Jeremy Bentham, dove gli spettatori grazie ad un’architettura scenica restano separati, pur occupando uno spazio condiviso. E ancora ‘Birdsong’, della compagnia Salvo Lombardo-Chiasma, che traduce in movimento i codici sonori degli uccelli. Infine in prima italiana con Giulia Trippetta ‘Madre-Lingua’, in cui la lingua che ha generato la nostra conoscenza finisce col non appartenerci più, spingendoci a una ricerca a ritroso delle nostre radici.
Conclude il festival Nicola Galli con l’anteprima di ‘Diluvio’, spettacolo di danza sul naufragio del tempo presente con un invito a ripensare insieme il nostro modo di vivere.
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