ECCELLENZA – Il dg dimissionario cremisi: “L’obiettivo era portare avanti esigenze personali e non scelte obiettive. Ci tengo a precisare che la prima squadra non c’entra nulla”. Tordini sull’addio: “Non mi riconosco più in una società di cui sono stato fondatore”
di Andrea Busiello
“Mi sono dimesso perché non scendo a compromessi. Quando ho visto interferenze nel settore giovanile per portare avanti esigenze personali e non scelte obiettive ho capito che me ne dovevo andare”. Non le manda a dire Stefano Serangeli, dg dimissionario del Tolentino che ieri ha annunciato, insieme a Paolo Tordini, la sua uscita dal club cremisi in contrasto con la presidenza Romagnoli: “Fino alla scorsa settimana ho dato l’anima per questi colori e questa società – dice Serangeli – Ho curato in prima persona tutti gli aspetti: il progetto Milan l’ho portato e seguito io dalla A alla Z. Ci tengo a precisare che nelle mie dimissioni non c’è assolutamente nulla riferito alla prima squadra. Qualche scelta fatta durante l’anno non l’ho condivisa ma questo ci può stare. Lo staff tecnico è di prim’ordine, il direttore sportivo inserito da me due anni fa è eccellente ed ha grandi meriti, team manager preparatissimo e squadra con un perfetto mix di giovani e giocatori esperti. Il non rispetto dei ruoli mi ha portato a questa scelta: chi fa il presidente deve fare il presidente, chi fa il dirigente deve fare il dirigente. Voglio aggiungere anche che se il settore giovanile del Tolentino è un fiore all’occhiello in tutta la provincia qualche merito di chi ci lavora ci sarà pure: la preparazione di Tombolini e il supporto di Omar Ippoliti in materia hanno fatto la differenza”. Anche il dirigente dimissionario Paolo Tordini è voluto intervenire per spiegare le motivazioni del suo addio ai cremisi: ”Da due anni a questa parte, cioè da quando Romagnoli è diventato Presidente, non faccio piu’ parte del direttivo e da allora non ho più preso e partecipato a nessuna decisione in merito alla prima squadra, il mio ruolo era, ed è stato, quello di aiutare nell’organizzazione e logistica del settore giovanile e curarne la vita giornaliera. Per cui è privo di fondamento il fatto dichiarato dal Presidente del primo o terzo posto della prima squadra. Ricordo poi, che le vere motivazioni sono state comunicate al Presidente, al Direttivo e ai Soci tutti, che sono quindi in possesso del documento da me firmato, dove è spiegato perché non mi riconosco più in una società della quale sono stato fondatore. Personalmente non ho nulla in contrario alla sua pubblicazione ma ritengo corretto che eventualmente provveda il Presidente a farlo, cessando questo inutile ping pong sui media”.
Author: Alessandro Molinari
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