Dal Partito Democratico di Tolentino riceviamo
Diceva il grande statista britannico W. Churcill: “La critica può non essere piacevole, ma è necessaria. Compie la stessa funzione del dolore nel corpo umano. Richiama l’attenzione su uno stato malsano delle cose. Se è ascoltata in tempo, il pericolo può essere evitato; se viene messa da parte, si può sviluppare un morbo fatale”. Winston Churcill aveva capito che un leader si misura nella sua capacità di accettare le critiche che gli vengono mosse, anzi di ascoltarle, soprattutto quelle costruttive, e magari avere l’umiltà di valutarle e perfino accoglierle se ritenute giuste. Come capita spesso alcuni politici arroganti scelgono la strada meno nobile ed invece di rispondere nel merito alle giuste e sacrosante critiche provenienti da sempre più parti, mostra i muscoli, facendo capire la sua natura autoritaria certamente non incline al confronto, in un delirio di onniscienza che ricorda il famoso personaggio interpretato da Sordi, il Marchese del Grillo: “io so’ io e voialtri nun siete un c.”
Durante il consiglio Comunale di questa settimana, sono state poste domande molto chiare che si ribadiscono anche qui nella speranza (vana) che la maggioranza di destra si degni di dare finalmente una risposta non tanto al PD ed alle opposizioni ma a tutti i cittadini. Perché è stato deciso di acquistare ad un prezzo esagerato il capannone in zona Rancia per costruire appartamenti distanti kilometri dalle zone residenziali? Perché è stato deciso di non prendere le SAE, come consigliato dalla Protezione Civile in sostituzione dei container per il quali la collettività ha già speso 7 milioni di euro? Perché si sta decidendo di portare in periferia la scuola Don Bosco negando ogni possibilità di rinascita del centro storico? Invece di dare una risposta nel merito ai cittadini sull’evidente e completo fallimento finora emerso nel periodo post sisma, il sindaco si aggrappa al più classico e sguaiato “e allora il PD?”, non ricordando peraltro che l’attuale maggioranza governa la città da ben 7 anni, avendo quindi tutto il tempo di rivedere le eventuali scelte del passato.
E’ vero: il PD, come peraltro tutto il Consiglio Comunale ha votato all’inizio favorevolmente alla scelta di realizzare vere case e non soluzioni abitative emergenziali. Il problema però è stato la totale incapacità di questa Amministrazione di verificare successivamente l’inattuabilità di tale percorso vista l’assenza di alloggi disponibili ed avere quindi l’umiltà di rivedere almeno parzialmente le proprie decisioni. Di fatto Tolentino è l’unico Comune a non aver ancora fatto rientrare nessuno (a parte qualche unità) degli sfollati a più di due anni e mezzo dal sisma e questo aldilà di ogni dietrologia è un fallimento colossale! Continuare a ribadire che la desertificazione del centro di Tolentino deriva dai centri commerciali costruiti negli anni scorsi (e per i quali la maggioranza di destra, compreso il sindaco, votò convintamente a favore all’epoca in Consiglio Comunale) è come volersi nascondere dietro un dito. Le abitudini di consumo a livello mondiale si sono profondamente modificate preferendo spesso l’acquisto in aree commerciali periferiche dove è presente la grande distribuzione. E’ quindi importante la sfida che devono affrontare i centri storici per convincere i cittadini a scegliere di passeggiare tra le loro vetrine per i loro acquisti. Serve una strategia volta alla valorizzazione di queste aree, che crei aggregazione tra tutti i soggetti coinvolti (l’unione fa la forza). Peraltro i centri commerciali oltre a garantire un lavoro a decine di concittadini garantiscono l’afflusso di molte persone a Tolentino che rappresentano una risorsa anche per il centro storico. Ci sono esempi virtuosi in Italia di come le attività nel centro storico e i centri commerciali in periferia invece che farsi la battaglia cooperano a vantaggio di entrambi. Anche perché se non si attuano presto azioni sinergiche l’e -commerce rischia di far sparire entrambe. Servono iniziative, servono agevolazioni per chi decide di investire in centro, servono idee per ridare slancio al centro storico, non serve certamente chiudere il Centro Commerciale!
Nell’ottica di offrire un contributo costruttivo, in attesa dell’approvazione definitiva del Decreto così detto “Sblocca Cantieri”, i consiglieri PD hanno presentato un’istanza direttamente al Capo della Protezione Civile Borrelli al fine di valutare se nel nuovo decreto di prossima emissione possa essere previsto un contributo per quelle attività produttive che saranno costrette a delocalizzare temporaneamente la propria attività nel periodo di esecuzione dei lavori salvaguardando così l’attività economica nonché i livelli occupazionali. Una proposta concreta, reale e positiva che si spera possa essere valutata ed accolta.
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