Il presidente della realtà fermana che ha vinto il girone G di Seconda è Mirco Tufoni: “Ho pianto per un’ora”
Mirco Tufoni, presidente del Tirassegno 95, ha condiviso le sue emozioni e riflessioni dopo la storica vittoria del campionato di Seconda Categoria nel girone G, che porterà la squadra a competere per la prima volta in assoluto nella prima categoria. “Ho iniziato a piangere al terzo gol di Achilli e ho smesso un’ora dopo. È stata un’esplosione di emozioni che non sono riuscito a trattenere. Fuori c’erano tre generazioni di tifosi; è stata una vittoria meritata per il nostro quartiere. L’inizio del campionato è stato duro, ma nel girone di ritorno, dopo Natale, abbiamo trovato un ritmo sostenuto che ci ha portato lontano.”
La dimensione familiare del club è un tema ricorrente nel discorso di Tufoni. “La nostra è una grande famiglia, e non è solo un modo di dire. Quest’anno i giocatori si sono sentiti parte di questa famiglia, anche nei momenti difficili. Dopo il rientro dalla pausa natalizia, abbiamo subito tre sconfitte, ma la squadra ha dimostrato grande resilienza”. Il presidente sottolinea anche l’importanza del rientro dalla pausa di Pasqua. “La pausa di Pasqua è stata cruciale. Molte squadre si sono fermate, mentre noi siamo ripartiti in forma smagliante, e i risultati non hanno tardato ad arrivare.”
Un elemento che ha colpito Tufoni è stato il supporto dei tifosi, che va ben oltre i confini nazionali. “Sabato, il post sulla vittoria ha raggiunto 15.000 visualizzazioni, un traguardo mai visto. I nostri tifosi ci sostengono anche da lontano: abbiamo ricevuto messaggi dal Brasile, Svizzera e Germania. Quando sono andato in Brasile con la maglia del Tirassegno, ho portato il nostro nome in giro, e l’affetto che riceviamo è indescrivibile.”
Il club non si distingue solo per i risultati sul campo, ma anche per la sua organizzazione. “Il nostro club è composto da 22 dirigenti, un numero inusuale per la seconda categoria. Riusciamo a coinvolgere un gran numero di persone, dimostrando che non si tratta solo di calcio, ma di una passione condivisa. Siamo come staffettisti: oggi portiamo il testimone, ma un giorno lo passeremo ai giovani e a ci vorrà continuare con passione questo progetto. Abbiamo una grande responsabilità verso chi ci succederà nel futuro.”
Quando si parla di dediche, Tufoni non può fare a meno di esprimere il suo affetto. “Ho fatto due dediche, una alla mia famiglia perché se riesci così tanto a donarti ad una squadra di calcio è perché la tua famiglia te lo permette e loro sono stati parte di questa realtà, e a tre dirigenti che non ci sono più: Andrea, Giancarlo e Stefano, mio fratello. La loro presenza si è fatta sentire in questo percorso. Ogni sabato, li abbiamo ricordati ai pranzi del tifoso la quale è una tradizione che a loro piaceva.”
La vittoria ha anche un significato profondo e personale per Tufoni. “La vittoria del campionato ha un significato particolare. I miei figli avevano previsto, già tre mesi fa, che avremmo vinto il 25 aprile, in quanto il 26 aprile è la ricorrenza della morte di mio fratello Stefano. Siamo certi che lui sia stato con noi. “Guardando al futuro, il presidente ha grandi speranze. “Adesso si apre un nuovo capitolo, vogliamo testare e crescere, migliorando anche le strutture per donare alla città una casa sportiva adeguata.”
Infine, Tufoni ha parlato del capocannoniere Achilli e del mister. “Achilli, capocannoniere con 30 gol a 43 anni, è stata una sorpresa incredibile. Conosciamo Andrea da una vita e quest’anno le nostre volontà si sono finalmente incrociate, si è messo completamente a disposizione con le sue strutture e anche nella preparazione pre-campioanto supportando il mister”.
Per quanto riguarda il mister Federini, “Roberto è parte integrante della nostra visione. Ha iniziato con noi dopo la carriera da calciatore ed è giusto che continui a guidare la squadra. La sua capacità di mantenere un gruppo unito è fondamentale e merita molto di più della semplice riconferma.”
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