Con il contributo di artisti e realtà del territorio, Marco Cicconi racconta la sua regione da una prospettiva nuova
The Marchigianer è un progetto ideato da Marco Cicconi con l’obiettivo di raccontare le Marche attraverso immagini evocative, come se fossero le copertine di una rivista immaginaria. Un’idea originale e colorata che unisce territorio, identità e illustrazione, dando vita a una narrazione visiva capace di valorizzare borghi, tradizioni, personaggi ed eccellenze marchigiane.
Le illustrazioni del progetto si possono vedere sulla pagina Instagram di The Marchigianer e sono disponibili anche in stampa, sia con cornice che senza. I formati acquistabili sono diversi: 30×40 cm, 21×29,7 cm e 13×18 cm. Si possono trovare presso alcune attività amiche del progetto, come Xhosa di Ascoli Piceno, Le Rouge di San Benedetto del Tronto e Kuroten Studio Tattoo di Ascoli Piceno, oppure contattando direttamente la pagina social attraverso i riferimenti indicati lì.
La prima locandina di The Marchigianer viene pubblicata a settembre 2025, ma l’idea prende forma nell’estate dello stesso anno. Marco Cicconi racconta di essersi imbattuto in realtà nazionali già avviate, come The Calabreser, The Puglieser, The Napolitaner e altri progetti dedicati ad alcune grandi città italiane. Da lì nasce la scintilla. Valorizzare il territorio, del resto, è sempre stato qualcosa di centrale nel suo percorso. In passato lo aveva fatto attraverso eventi enogastronomici come Mangialonga Picena e Chef on the Road; questa volta, però, voleva percorrere una strada diversa.
“Volevo raccontare il territorio con stimoli diversi, con le illustrazioni… un mondo che mi ha sempre affascinato, ma che in realtà non conosco affatto”, spiega.
All’inizio non è stato semplice. Marco ha iniziato a contattare illustratori e grafici che conosceva, direttamente o indirettamente, ma si è trovato davanti a molti rifiuti. E ne comprendeva anche il motivo: “in quel momento stavo cercando di descrivere un progetto ancora vuoto, inconsistente, difficile da immaginare nella sua forma finale. Poi, però, sono arrivati i primi sì, quelli che hanno dato concretezza all’idea. Tra i primi a credere nel progetto ci sono stati Irene di Xhosa e Michael Calcagni di Kuroten Tattoo, che con le loro cover hanno contribuito a dargli identità e visibilità. Da quel momento, settimana dopo settimana, sono iniziate ad arrivare nuove proposte di collaborazione, accolte sempre con entusiasmo”.
C’è poi un dettaglio non secondario: nelle Marche non esistevano ancora progetti ispirati a questa filosofia visiva, chiaramente legata all’immaginario di The New Yorker. Anche per questo, racconta Marco, con grande piacere ha deciso di “prendere” il nome su Instagram e iniziare questa avventura.
Alla base di The Marchigianer c’è la convinzione che le Marche siano un territorio straordinariamente ricco da raccontare. Tradizioni, borghi, città, personaggi, prodotti tipici ed eccellenze enogastronomiche offrono infatti una materia narrativa vastissima. La vera difficoltà, semmai, non è trovare i soggetti, ma trovare gli artisti capaci di interpretare quel patrimonio e trasformarlo in arte.
Marco, che non proviene dal mondo dell’illustrazione e non si definisce un artista, ha dovuto mettersi in gioco in prima persona per mantenere la continuità delle pubblicazioni settimanali. Aveva paura di non riuscire a trovare abbastanza collaboratori e così ha deciso di imparare. Ha comprato un iPad, scaricato alcune applicazioni da illustratore, si è fatto aiutare da Michael a usarle e ha iniziato a sperimentare.
“Ho cominciato a scarabocchiare… provo, riprovo, cancello e provo di nuovo. Non essendo un artista, ci metto tanto tempo, ma alla fine qualcosa di buono scappa fuori”, racconta con sincerità. “Tra le sue illustrazioni, una delle più apprezzate in assoluto è stata quella dedicata al Presidentissimo Rozzi, che ha ricevuto un riscontro inaspettato. Subito dopo quella sull’Anisetta Meletti”.


Intorno a The Marchigianer si è creata fin da subito una rete di sostegno importante. Alcuni commercianti che conoscevano già Marco hanno scelto di dargli fiducia, proponendogli di esporre i quadretti nelle loro vetrine. Un aiuto concreto che ha dato al progetto visibilità e presenza sul territorio.
Guardando al futuro, Marco non sa ancora se aprirà un vero e proprio ufficio, ma confessa che l’idea di un temporary estivo lo affascina molto: “uno spazio in cui i turisti possano osservare le Marche da un punto di vista diverso, originale e artistico. C’è poi il desiderio di organizzare piccole mostre per esporre le opere realizzate all’interno del progetto” ci confida con molto entusiasmo. E su questo ci tiene a precisare un aspetto importante: il suo interesse non è tanto mostrare i propri lavori, quanto dare spazio soprattutto alle opere dei tanti artisti validi che stanno contribuendo alla crescita di The Marchigianer. “Confido in qualche amministrazione o imprenditore che possa mettere a disposizione uno spazio dove far vedere queste opere”, dice.
The Marchigianer si sta così trasformando, cover dopo cover, in un racconto corale delle Marche: un progetto nato quasi per intuizione, cresciuto grazie alla determinazione di chi ci ha creduto e diventato oggi una piccola vetrina creativa dedicata a una terra che ha ancora moltissimo da mostrare.
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