Sono passati molti anni ma la vittima non ha dimenticato e ha deciso di togliere il coperchio al silenzio calato su quegli abusi che quando era bambino gli cambiarono la vita. Lo ha fatto con una lettera, inviata al sacerdore autore del presunto caso di pedofilia denunciato alla rete degli abusi e poi in una telefonata registrata in cui il presunto orco ammette le proprie responsabilità.
Proprio nei giorni del summit sulla pedofilia voluto da Papa Francesco, Rete L’Abuso – associazione nata per sostenere le battaglie delle vittime – pubblica sul suo sito l’audio integrale della telefonata choc.
Il protagonista è un giovane che, all’epoca dei fatti, aveva nove anni e che, nella denuncia presentata nei mesi scorsi nel paese estero dove risiede ora, accusa un prete della provincia, tuttora in carica, di aver approfittato di lui.
Abusi che si sarebbero protratti per sette anni, fino a quando il giovane ha deciso di espatriare e farsi una nuova vita. Alle domande incalzanti dell’uomo che chiedeva il perché di quel clima di abusi, il prete risponde: “Era natura, era un atto di affetto”. Alla fine il prete inviata la vittima a comunicargli l’Iban in modo che possa inviargli soldi e chiama in causa anche il vescovo, invitando il giovane a contattarlo.
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