Fossombrone in lutto
“Da una parte una distruzione, dall’altra una soluzione. Tragedia e miracolo insieme, nei giorni del Natale. Dio ha scelto di venirci vicino perché ne abbiamo bisogno. Stefano è stato un figlio amato e un padre presente e solido. Solo cose belle su di lui, che aveva un enorme senso del dovere”. Queste le parole di Don Steven Carboni durante l’omelia.
Mercoledì scorso il frontale in galleria verso Urbino tra il bus turistico e l’ambulanza, con la morte dei tre sanitari e del paziente a bordo, oggi il terzo funerale, quello dell’autista soccorritore della croce rossa Stefano Sabbatini, 59 anni e una vocazione la sua: portare soccorso. Intensa commozione alla Chiesa di S. Maria Ausiliatrice, a Fossombrone, lo strazio dell’addio è ancora forte. Non doveva neanche esserci, lui, su quel mezzo. Era montato di turno solo un’ora prima dello schianto, offrendosi all’ultimo per sostituire un collega. Padre di tre ragazzi, se ne è andato lasciando un vuoto enorme dietro di sé.
Molto partecipato l’ultimo saluto, con tanta gente anche nel sagrato, dove c’è stata la benedizione finale. In prima fila i figli e la famiglia, ma anche il sindaco di Fossombrone Berloni e il suo vice Chiarabilli, l’assessore di Urbino Foschi e il presidente della provincia Paolini, con forze dell’ordine e sanitari. Amore e servizio, le parole chiave.
Tre le altre vittime della tragedia: la salma del dottor Sokol Hoxha è volata in Albania, sua terra natale. La cerimonia funebre del paziente traportato Alberto Serfilippi e dell’infermiera Cinzia Mariotti si sono tenute ieri tra Fossombrone e Acqualagna.
E intanto proseguono le indagini della Procura di Urbino per capire le cause dell’incidente.


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