Studenti a piedi e al buio in zone poco sicure: il “buco” nella Linea 2 che preoccupa le famiglie

La denuncia di Marco Gentilozzi che ha inviato una diffida a APM Pluriservizi e al Comune di Macerata: “Paghiamo l’abbonamento ma il bus non c’è”

Studenti costretti a rientrare a casa a piedi, attraversando zone considerate poco sicure e spesso già al buio, a causa di un vuoto nel servizio di trasporto pubblico urbano. È la situazione denunciata da alcune famiglie maceratesi dopo le recenti modifiche agli orari degli autobus cittadini.

Nel mirino finisce in particolare la Linea 2 in direzione Rione Corneto, dove si registra un intervallo di quasi tre ore senza corse: dopo il passaggio delle 16:42, il bus successivo è previsto soltanto alle 19:35. Una fascia oraria critica, coincidente con l’uscita pomeridiana da scuola, le attività di doposcuola e il rientro degli studenti.

“Veniamo da Sarnano, mia figlia studia al Liceo Artistico di Macerata e sta al Convitto Nazionale del rione Corneto. Abbiamo pagato regolarmente l’abbonamento, ma di fatto il servizio non esiste”. È netta la denuncia di Marco Gentilozzi, uno dei genitori che hanno deciso di alzare la voce contro il “buco” negli orari del trasporto pubblico urbano che, nel pomeriggio, lascia scoperti decine di studenti.

Un vuoto che, secondo Gentilozzi, è stato “gestito male, senza alcun preavviso e senza una minima comunicazione con le scuole del territorio. La cittadinanza ha il diritto di sapere come viene gestito un servizio pubblico essenziale e quali rischi stanno correndo i nostri figli a causa di una mancata coordinazione tra orari scolastici e trasporto urbano”.

Il problema va ben oltre il semplice disagio logistico e assume i contorni di un rischio per la sicurezza: “Macerata è una città universitaria e piena di studenti – spiega –. Qui parliamo però di minorenni, ragazzi e ragazze che d’inverno, al buio, non possono essere lasciati a piedi in certe zone”. Il riferimento è a Giardini Diaz e all’area della stazione ferroviaria, considerate da molte famiglie aree sensibili: “Sono zone di spaccio e degrado, è inutile girarci intorno. D’estate magari i ragazzi fanno una passeggiata, ma d’inverno no, è già buio e l’illuminazione scarsa”.

Secondo il genitore, il problema riguarda anche il Convitto Nazionale, che “si prende in carico i nostri figli e dovrebbe essere coinvolto nelle decisioni che incidono sulla loro sicurezza”. Una mancanza di coordinamento che avrebbe potuto essere evitata con un semplice confronto preventivo: “Bastava parlare con gli istituti per capire che questa fascia oraria era fondamentale”.

Gentilozzi sottolinea come, in assenza di un servizio adeguato, siano i genitori a subirne le conseguenze: permessi di lavoro, rientri anticipati, soluzioni improvvisate. Ha, inoltre, annunciato di aver inviato una diffida formale ad APM Pluriservizi e al Comune di Macerata: “Diffido al ripristino immediato delle corse nella fascia scoperta. – conclude – Se la situazione non cambia, chiederò il rimborso pro-quota dell’abbonamento“.

Giada Berdini
Author: Giada Berdini

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