Sottopasso chiuso e struttura fatiscente, le ferrovie tengono in pugno Torrette e Collemarino

ANCONA – Tante le proteste dei residenti. Dopo cinque anni qualcosa sembra muoversi

Nei giorni scorsi con le temperature in risalita quasi un assaggio della imminente primavera in tanti si sono riversati lungo la spiaggia di Palombina per fare due passi per ritrovarsi poi a fare i conti con i soliti problemi.

Da una parte gli operatori balneari che hanno iniziato i primi lavori di rimessaggio degli stabilimenti dall’altra l’immobilismo da parte delle ferrovie. Il riferimento non può che essere allo stabile che un tempo ospitava la stazione ferroviaria di Palombina ma sopratutto ad una sorta di ristorante realizzato con pannelli di ferro e tubi innocenti che si trova annesso allo stabile.

Una struttura fatiscente che rischia di venire giù da un momento all’altro ma che per demolirla servirebbero al massimo un paio di giorni e invece questa sorta di telenovela va avanti da 5 anni, da quando i vecchi gestori del locale hanno deciso di chiudere i battenti e riconsegnare le chiavi alle ferrovie proprietarie dell’immobile. Da li in poi lo stabile con annesso ristorante è finito nel degrado. A farne le spese tutte quelle persone dirette in spiaggia, basti pensare che il vialetto che passa tra i capanni e la ferrovia è di fatto interdetto al passaggio dei pedoni con tanto di transenne.

In poche parole dal cavalcavia in cemento armato che si trova poco più avanti di Collemarino per risalire verso nord l’unica via di transito è quella di fronte agli stabilimenti balneari. Un percorso piuttosto accidentato che anche il personale del 118 è costretto a compiere. Ma i problemi non finisco qui.

Basta andare indietro di qualche chilometro per raccogliere le proteste dei residenti di Torrette e non solo che per andare in spiaggia sono costretti a passare dal sottopasso che si trova proprio all’altezza della stazione metropolitana di Torrette. Da li in poi ci sono oltre 300 metri per raggiungere il litorale sabbioso dove da anni si chiede l’istallazione di un bar in quanto in questo tratto di costa non c’è assolutamente nulla. Il tutto senza dimenticare i pericoli legati all’attraversamento della Flaminia. Un percorso piuttosto accidentato, inutile negarlo, in quanto le ferrovie hanno riconfermato al comune di Ancona la revoca del comodato d’uso già comunicata nel giugno del 2020 circa l’utilizzo del sottopasso che si trova nei pressi del circolo Arti e Mestieri. Decisione presa in quanto questo sottopassaggio era nato come condotta per lo smaltimento delle acque piovane provenienti anche dal fosso della Lodola.

Nonostante ciò qualcosa potrebbe muoversi con la giunta comunale che ha inserito nel piano triennale delle opere pubbliche la realizzazione di un sottopasso all’altezza di via Velino che dia accesso anche ai mezzi di soccorso. A sostenere il progetto con tanto di mozione Tommaso Fagioli e Jessica Amicucci del Gruppo Consigliare Azione.

Giada Berdini
Author: Giada Berdini

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