Visita istituzionale nei comuni laziali del cratere. Tante le criticitá emerse.
Il Governo sembra voler finalmente toccare con mano la situazione nei 138 comuni del cratere sismico. A darne notizia è stato Vito Crimi, che su Facebook ha pubblicato un primo resoconto della visita fatta ai comuni del Lazio colpiti dal terremoto del 2016. “Da Accumoli ad Amatrice si è conclusa la prima tappa del nostro viaggio nelle aree terremotate del Lazio – scrive Crimi, annunciando che presto iniziativa analoga sará ripetuta anche nelle Marche, nell’Umbria e in Abruzzo – Fa male al cuore vedere tanta tradizione e laboriosa passione ridotte in macerie. Ma il forte desiderio di rimettersi in piedi e riprendere in mano la propria vita che si respira tra i cittadini è contagioso. Non basta, certo. Ci deve essere uno Stato che offre tutto il supporto possibile. Ed è per questo che siamo in viaggio: per chiedere ai cittadini e alle Istituzioni di cosa hanno bisogno per tornare a vivere una vita normale, e per fornirglielo il prima possibile.
È stato sufficiente visitare in mattinata le Soluzioni Abitative in Emergenza (SAE) di Accumoli per comprendere quanto siano necessarie competenza e preparazione per affrontare la ricostruzione post-terremoto. Ci sono situazioni difficili da affrontare -come quella delle caldaie e degli ammaloramenti- ma riusciremo a trovare una soluzione. Ora dobbiamo portare via le persone dalle casette provvisorie al più presto. E dobbiamo farlo in fretta, perciò lavoreremo per semplificare e velocizzare le procedure.
Dopo l’incontro con il sindaco e il capo della Protezione Civile regionale, ci siamo spostati ad Amatrice. Qui abbiamo avuto modo di relazionarci con il Vescovo della Diocesi di Rieti, Mons. Domenico Pompili, e di partecipare alla prima delle due riunioni operative previste, nella quale abbiamo affrontato il potenziamento del Presidio di assistenza socio-sanitaria (Pass) locale.
Nel pomeriggio, insieme al Commissario per l’emergenza Farabollini e ai sindaci di Amatrice, Accumoli e Cittareale abbiamo condiviso i prossimi passi da intraprendere. Con la ferma volontà di passare dalle parole ai fatti, abbiamo identificato due obiettivi. Il primo: portare a compimento, in primavera, la realizzazione di aree temporanee per coloro che possedevano seconde case in zona, cosi da permettere un ulteriore impulso alla ripresa economica, turistica e sociale. Il secondo: consentire ai comuni la diretta realizzazione di alcune opere pubbliche di piccola entità, al fine di accelerare i lavori.
Ma tutto questo non può realizzarsi senza una netta distinzione tra differenti realtà. Ci sono infatti comuni che hanno visto spazzato via tutto il proprio territorio: qui la cui ricostruzione non può essere affrontata con le stesse procedure previste per città che hanno avuto danni limitati.
Ho preso l’impegno di valutare interventi specifici per i comuni più colpiti, ovvero quelli che hanno subito una distruzione quasi totale. Ho ricevuto la delega alla Ricostruzione post-sisma da poco tempo, ma ho la ferma volontà di agire concretamente e di farlo al più presto.
Nel tavolo di lavoro tenutosi quest’oggi ho invitato i partecipanti a formulare proposte concrete. Se vogliamo evitare gli errori del passato e rendere efficace l’azione di questo Governo, è nostro dovere ascoltare il territorio. E il territorio deve comunicarci senza remore tutto ciò di cui ha bisogno. In questo dialogo che vogliamo sia costante e diretto, i Sindaci devono essere i nostri principali interlocutori. Se tutti concordiamo sul fatto che la ricostruzione debba essere veloce, allora velocizziamo anche le procedure, senza tuttavia scavalcare le regole.
E alla fine di questa giornata, l’incontro con i cittadini. Sono loro i veri protagonisti, quelli che vivono sulla propria pelle le sofferenze di tutti i giorni. Ed è a loro che dobbiamo rendere conto, affinché nessuno rimanga indietro.
Dobbiamo lavorare in maniera sinergica e strettamente collaborativa. Tutti: politici, governo, enti ed Istituzioni ai più diversi livelli. Lo dobbiamo a tutte quelle famiglie che stanno affrontando un altro inverno in case provvisorie. Queste persone hanno già sofferto abbastanza, non possono più attendere. La ricostruzione è complessa, lo sappiamo, ma avverto una forte unità d’intenti. Ed è questa a mio avviso la chiave per arrivare nel minor tempo possibile all’obiettivo: riportare i nostri concittadini ad un’esistenza normale e dignitosa“.
Author: Alessandro Molinari
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