Siglato un protocollo triennale tra Azienda sanitaria e Questura di Ancona
Nel 2025 sono state 13 le segnalazioni da parte del personale del pronto soccorso di Torrette per subita aggressione. Ed è per tutelare la sicurezza di chi vi lavora, dato anche l’alto afflusso giornaliero alla struttura – circa 60mila accessi all’anno, con picchi di 200 al giorno – che questa mattina è stato firmato un protocollo triennale per la sicurezza degli operatori sanitari tra l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche e la Questura di Ancona.
La novità è un sistema tecnologico di allerta rapida legato all’intelligenza artificiale per collegare i pronto soccorso di Torrette e Salesi con la Questura in tempo reale attraverso un sistema di videosorveglianza sempre attivo e cinque panic button a disposizione del personale ospedaliero. Lo scopo è prevenire atti violenti e contenere il rischio di aggressione, facilitando la comunicazione tra luoghi di cura, posti di Polizia presenti nei presidi e Questura.
Sono state installate 12 videocamere assieme a otto sensori capaci di riconoscere situazioni di critiche come risse, uomo a terra, estrazione di arma bianca o da sparo, atti vandalici. La consolle di videosorveglianza è collegata h24 con la sala operativa della Questura di Ancona. Si aggiungono i 5 panic button che, una volta premuti dal personale in caso di necessità, attiveranno l’allarme assieme ai sensori e alla telecamere, dando seguito a interventi immediati e mirati da parte delle forze dell’ordine.
Firmatari del protocollo Armando Marco Gozzini, direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche (Aoum) e Cesare Capocasa, questore di Ancona. Presenti alla firma anche Claudio Martini, direttore sanitario AOUM, Susanna Contucci, direttrice del pronto soccorso e Osservazione breve intensiva (Obi) Aoum e Paolo Calcinaro, assessore alla sanità della Regione Marche.
“Molto spesso non si tratta di aggressioni fisiche, qui da noi accade raramente, si tratta di violenze e minacce verbali, spesso ripetute, che però non sono meno significative di quelle fisiche e che tolgono la serenità agli operatori sanitari nel loro lavoro quotidiano, perché queste violenze psicologiche incidono negativamente sull’operato”, ha spiegato Capocasa. Il sistema si va ad aggiungere al posto di Polizia presente dalle 8 alle 20 e alle guardie giurate presenti in orario notturno, all’installazione di una speciale porta che non consentirà all’utenza del Pronto soccorso di Torrette di accedere direttamente alle sale di cura e ad altri sistemi di vigilanza già attivi al pronto soccorso di Torrette.
“Questo protocollo ci garantisce maggior sicurezza e coordinamento, il sistema è capillare, l’allerta in caso di necessità sarà rapida. E ci tengo a sottolineare che anche la privacy sarà garantita, i volti degli utenti saranno oscurati, salvo necessità di polizia” ha spiegato Gozzini. “Entro metà anno – ha aggiunto l’assessore Calcinaro – avremo i primi risultati del lavoro che stiamo facendo su quattro punti: la tutela della sicurezza di chi lavora al pronto soccorso, e questo protocollo è un passo importante, il giusto riconoscimento economico agli operatori sanitari, un’alternativa credibile per contenere l’accesso al PS e la velocizzazione delle dimissioni dal pronto soccorso con l’aumento dei posti letto”.
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