Si alza la protesta della Polizia Municipale, preannunciato lo stato di agitazione

Giovedì 14 marzo convocato in Prefettura ad Ascoli Piceno il tentativo di conciliazione previsto per legge

La Polizia Municipale di San Benedetto del Tronto preannuncia lo stato di agitazione. Questa la decisione presa dall’82% e gli agenti e della Polizia Locale al termine dell’assemblea convocata dal CSA-UNICO Sindacato Autonomo Rappresentativo della Polizia Locale Italiana. Giovedì prossimo 14 marzo è stato convocato in Prefettura ad Ascoli Piceno il tentativo di conciliazione previsto per legge.

“Le problematiche evidenziate sono da tempo le stesse -si legge nella nota del sindacato- come la gravosa carenza di organico, oltre 20 unità in meno rispetto al passato, fondi non adeguati e carenti per il vestiario, per la formazione, per i mezzi e le strumentazioni, trattamenti economici discriminanti con straordinari ed interventi notturni in reperibilità non liquidati, svolgimento di servizi notturni ed interventi potenzialmente pericolosi senza dotazione di strumenti obbligatori per la difesa personale, il presidio illegittimo con un solo Agente di Polizia Locale, non armato e in servizio notturno, al mercato ittico.
Nonostante queste gravi mancanze, la Polizia Locale è chiamata ogni giorno a garantire la Sicurezza Urbana, spesso in collaborazione o sostituzione delle altre forze di Polizia Nazionali, intervenendo quotidianamente su incidenti stradali, risse, accoltellamenti, controllo nomadi, degrado urbano, sgomberi, TSO e molto altro”.

“Queste criticità -aggiunge l’organizzazione sindacale- sono state ultimamente contornate dalle affermazioni sprezzanti, nei confronti degli operatori, espresse dai rappresentanti degli organi Istituzionali comunali, nell’ultima commissione consiliare, in merito alla sicurezza e all’armamento della Polizia Locale, dove non è stata richiesta nemmeno la presenza del CSA. Da questa commissione si è appreso, come evidenziato su molte testate giornalistiche, in primo luogo una mancanza di coerenza nelle affermazioni, poiché per chiedere l’elevazione del Commissariato ad un livello superiore, la città presentava delle criticità nella sicurezza, ma per armare i propri poliziotti locali, al solo scopo di difesa personale come previsto dalla normativa, dette criticità scomparivano improvvisamente insieme a qualsiasi forma di criminalità.
Nella stessa emergeva altresì anche una grave e generale non conoscenza, delle funzioni e dei compiti che Polizia Locale svolge quotidianamente, tale da sfociare in un vero e proprio insulto a tutta la categoria, con dichiarazioni deplorevoli e becere considerazioni anacronistiche, verso chi, consapevole dei propri doveri e dei rischi, indossa onorevolmente e quotidianamente una divisa di Polizia. Tutto ciò è inaccettabile e per tali motivazioni le donne e gli uomini della Polizia Locale rivendicano diritti, sicurezza e dignità. Se la conciliazione dal Prefetto non andrà a buon fine -conclude il CSA UNICO- si partirà con lo stato di agitazione mettendo a rischio tutti i prossimi eventi, le manifestazioni, le gare sportive ed i servizi notturni con relativi disservizi e mancanza di pattugliamento in vari orari nei prossimi mesi. Allertiamo la cittadinanza che senza sicurezza degli operatori di Polizia non si può garantire la sicurezza dei cittadini.

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